Schiaffo alla Merkel dal suo ministro: «L’Islam non è parte della Germania»

L’Islam non è parte della Germania, i musulmani sì. È quanto ha detto il nuovo ministro degli Interni tedesco, Horst Seehofer, in aperto contrasto con quanto sostenuto in questi anni dalla cancelliera Angela Merkel. «L’Islam non fa parte della Germania. La Germania è stata forgiata dalla cristianità e in questo rientrano le domeniche di festa, e i giorni di festa come Pasqua, la Pentecoste e Natale», ha detto il leader dell’Unione cristiano sociale, parlando con la Bild.

«Non possiamo abbandonare le nostre tradizioni»

Discorso diverso per quanto riguarda i musulmani che vivono nel Paese che, invece, «sono parte della Germania, ma questo naturalmente non significa che a causa di qualche falsa ragione noi abbandoneremo le tradizioni e i costumi del nostro Paese». Seehofer ha poi annunciato di voler convocare una riunione con le associazioni musulmane per discutere dei problemi dell’integrazione. «Dobbiamo sederci intorno a un tavolo e cercare il dialogo e, quando necessario, ampliarlo», ha sostenuto il ministro degli Interni, ex premier della Baviera.

No all’Islam, ma dialogo con i musulmani

Quindi Seehofer ha chiarito che «il mio messaggio è che i musulmani devono vivere con noi, non vicino a noi o contro di noi. Per raggiungere questo obiettivo, servono una comprensione e una considerazione reciproca. E possiamo ottenerla soltanto parlandoci l’un l’altro». Il primo a dire che «l’Islam è parte della Germania» fu, nel 2010, l’allora presidente tedesco Christian Wulff, ma la Merkel fece suo il concetto, ripetendolo in più occasioni.