Scaltri, organizzati, acrobatici: in manette 9 rom, abili ladri d’appartamento

Sono 9. Sono tutti rom di seconda generazione, di origine slava, ma nati e cresciuti in Italia e stanziali orma da un bel po’ a Roma e nei dintorni della capitale. E, soprattutto, sono tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, di reati come l’associazione per delinquere finalizzata ai furti e rapine in abitazione. Proprio così: sono una banda di abili ladri d’appartamento al momento neutralizzata da una serie di misure cautelari che i Carabinieri della Compagnia di Roma Trionfale hanno notificato loro a partire dalle prima luci dell’alba.

Banda di rom in manette: 9 fermi

Dunque sono finiti in manette, almeno per il tempo dell’esecuzione dei fermi, 9 svaligiatori rom (7 sono finiti direttamente in carcere, 2 agli arresti domiciliari), emessa dal gip del Tribunale Ordinario di Roma a seguito degli sviluppi di un’articolata e complessa attività di indagine coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Roma. Si tratta, si apprende in merito all’indagine, di soggetti , tutti “rom” di seconda generazione, di origine slava, ma nati e cresciuti in Italia, e tutti accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata ai furti e rapine in abitazione. Un indagato tra i 9, peraltro, deve anche rispondere del tentativo di far abortire una ragazzina anche lei rom, minorenne. L’indagine, partita nell’ottobre del 2016 e arrivata a conclusione a maggio del 2017, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Trionfale, ha già disposto l’arresto di 12 persone colte in flagranza di reato, oltre che il sequestro del bottino intercettato con cui è stata recuperata una refurtiva di ingente valore, poi tempestivamente restituita alle vittime del furto.

Prediligevano le case dei quartieri “ricchi”

Non solo: l’attività investigativa svolta in maniera costante e capillare, ha consentito inoltre di identificare gli indagati che, nel corso delle indagini, si sono rivelati veri e propri “predoni” professionisti, che nella scelta di luoghi e vittime da saccheggiare si sono per lo più orientati prevalentemente sulle case dei quartieri più ricchi di Roma, svaligiate con una destrezza ed un’abilità che gli inquirenti definiscono assolutamente fuori dal comune. E allora, introducendosi facilmente all’interno, anche ai piani superiori, grazie ad una comprovata agilità ed abilità acrobatica, gli scaltri topi d’appartamento riuscivano a portare via dalle abitazioni denaro, oggetti in oro e qualsiasi oggetto di valore. Almeno fino a quando i Carabinieri non hanno individuato la base operativa e logistica della banda – dove venivano pianificate le attività criminali e i vari colpi da mettere a segno – e accertato nomi, volti e responsabilità di ciascuno dei componenti. Componenti di una banda smantellata oggi con gli ultimi nove arresti.