Salvini come Almirante? Ecco cosa accadde davvero a Cantagallo negli anni ’70

Il caso della ragazza che al banco della gelateria milanese Baci sottozero si è rifiutata di servire Matteo Salvini è stato molto dibattuto sui social. Dopo la denuncia su Fb della mamma della ragazza (secondo la quale la figlia avrebbe perso il posto per le lamentele del leader leghista), il titolare della gelateria ha fornito la sua versione (la ragazza avrebbe lasciato il lavoro di sua volontà). Ad alcuni l’episodio ha ricordato un’altra vicenda, molto lontana negli anni ma simile nella forma a quanto accaduto a Salvini: e cioè l’insubordinazione dei dipendenti del Mottagrill di Cantagallo (Bologna) nel giugno del 1973, che si rifiutarono di servire Giorgio Almirante. Poiché sui social e non solo l’episodio è stato ricostruito con alcune lacune, proviamo qui a ripercorrere quella lontana vicenda attingendo dall’archivio del Secolo d’Italia.

La “stolta mascalzonata”: il commento del giorno dopo

Il 19 giugno del 1973 compare in prima pagina sul Secolo un commento non firmato, probabilmente attribuibile all’allora direttore Nino Tripodi, che riporta la notizia con queste parole: “La stolta mascalzonata -non esiste termine più appropriato – consumata ieri al Mottagrill dell’autostrada del Sole, nei pressi di Bologna, contro il segretario nazionale del Msi-Dn, da parte di un gruppo di dipendenti che sono entrati in sciopero per protestare contro la sua presenza, da privato cittadino, a un tavolo del ristorante di quella stazione di servizio, supera ogni limite di dissenso politico per sconfinare nella più incivile intolleranza“. Così prosegue il commento: “La rabbia del personale di servizio di quella stazione autostradale getta fango non su Giorgio Almirante, che sta mille cubiti al di sopra della canizza che ha cercato di offenderlo, ma sulle tradizioni di libertà e civiltà che l’Emilia pur sente nei suoi figli migliori. È una tappa della degenerazione del costume morale e politico che il socialcomunismo semina a piene mani”. Almirante era di ritorno a Roma dopo la campagna elettorale per il voto in Friuli-Venezia Giulia in cui il Msi ottenne l’8,5% dei consensi.

La notizia data dall’Avanti! e i “provocatori in azione”

Il giorno seguente, 20 giugno 1973, il Secolo scrive che tutti i giornali, anche l’Unità, hanno dato notizia dell’episodio di “intollerabile faziosità” e si sofferma sul modo in cui il quotidiano Avanti! (quotidiano del Psi) ha ricostruito l’episodio. Sull’Avanti! si parlava di “gorilla” di scorta al segretario del Msi i quali avrebbero minacciato i dipendenti dell’autogrill sostenendo che sarebbero tornati con le bombe. A seguito di quanto riportato dall’Avanti! il Msi aveva segnalato la cosa alla polizia affinché fossero predisposte le adeguate misure di sicurezza presso il Mottagrill per evitare provocazioni. “E’ lecito il sospetto – scriveva il Secolo – che alle invenzioni del cronista (dell’Avanti!) possano far seguito bombe vere; bombe che i “compagni” potrebbero far esplodere per cercare poi di attribuirle ai missini”.

Almirante risponde ai lettori sull’Autogrill di Cantagallo

Il 21 giugno 1973 è lo stesso Giorgio Almirante a rispondere ai lettori del Secolo sull’episodio: “Molti di voi mi hanno chiesto se io pensassi a denunce, interrogazioni, ritorsioni.Rispondo che non ci ho mai pensato, in primo luogo perché considero quei poveri diavoli niente altro che come poveri diavoli, cioè come esseri cui la disciplina comunista ha evidentemente tolto la facoltà di pensare, e soprattutto la capacità di cadere nel ridicolo; in secondo luogo perché la stampa quotidiana di tutta l’Italia ha dato sufficiente rilievo all’episodio, contribuendo a coprire di ridicolo e di vergogna quei sindacalisti socialcomunisti”.

Tre giorni dopo, i tafferugli al Mottagrill di Cantagallo

Quello che molti definiscono l’assalto al Mottagrill per rappresaglia dopo l’offesa subìta da Giorgio Almirante viene così riportato dal Secolo: “A seguito di tali fatti alcuni giovani appartenenti al Fronte della Gioventù di Bologna, accompagnati dall’on. Pietro Cerullo, si sono recati ieri dalle ore 12 alle 13 al Mottagrill di Cantagallo per una civile manifestazione di protesta contro l’inqualificabile atto di teppismo messo in opera dal personale comunista contro Giorgio Almirante che si trovava di passaggio. I giovani nazionali hanno distribuito un volantino in cui si deplorava la faziosa decisione del personale che aveva rifiutato al leader di un partito di tre milioni di elettori di usufruire di un servizio pubblico. Alcuni camerieri e garagisti hanno tentato di aggredire i giovani ma l’azione è stata impedita dalla reazione di essi e dall’arrivo della polizia in servizio presso il ristorante. A seguito degli scontri furono denunciato Pietro Cerullo, Fabio Napoli, Domenico Baldazzi, Roberto Di Giacinto e Marcello Bignami. A seguito del volantinaggio lo stesso Cerullo precisò che gli scontri erano partiti solo dopo che un cameriere si era “avventato con una bottiglia e con un coltello contro i giovani”.