Russia, è boom di affluenza alle urne. Vladimir Putin verso la riconferma

Urne aperte per le elezioni presidenziali in Russia oggi, giorno in cui cade il quarto anniversario dell’annessione della Crimea. Otto i candidati. Certo il vincitore, Vladimir Putin, che si ripresenta per un quarto mandato di sei anni al Cremlino senza aver neanche fatto una campagna elettorale (i suoi rari interventi recenti sono stati il discorso, da presidente, sullo stato della nazione, un passaggio allo stadio Luzhniki di Mosca in cui ha promesso vittoria e felicità per le prossime generazioni, e un veloce saluto a una folla riunita per ore ad aspettarlo a Sebastopoli). Come in altre occasioni, Putin non ha partecipato ai dibattiti elettorali. Oltre al presidente, si candidano Ksenya Sobchak, Pavel Grudinin, Vladimir Zhirinovsky, Grigori Yavlinsky, Sergei Baburin, Maksim Suraykin e Boris Titov. I russi residenti all’estero potranno votare nei consolati, in cui i seggi spesso sono stati aperti in anticipo. Eccezione l’Ucraina, dove il governo ha condizionato l’accesso dei russi alle missioni di Mosca aperte per il voto alla cancellazione del voto in Crimea. In un ultimo appello agli elettori prima del voto, il presidente Putin si è rivolto ai russi chiedendo loro di andare a votare per uno degli otto candidati. Elicotteri hanno portato i seggi da giorni nelle regioni remote del Paese, nella penisola delle regioni artiche. Si vota infatrti con 11 fusi orari diversi.

L’appello di Putin è stato ascoltato: l’affluenza alle urne era, alle dieci di questa mattina, ora di Mosca, del 16,55 per cento, ha reso noto la Commissione elettorale. I seggi, più di 97mila (48mila nelle città e più di 48mila nei paesini), sono aperti dalle otto del mattino alle otto di questa sera, ora locale, ha spiegato la direttrice della Commissione, Ella Pamfilova. Circa 2.300 seggi sono stati invece messi a disposizione per i russi che non si trovano al loro indirizzo di residenza usuale. Sono oltre 107 milioni gli aventi diritto al voto. Il presidente Putin, che si presenta per un quarto mandato al Cremlino, ha votato a Mosca, nel seggio 2151 aperto all’Accademia delle scienze. Qualsiasi risultato che mi consentirà di continuare a fare il presidente sarà un successo, ha detto parlando del dato sull’affluenza. “Sono certo che il programma che offro è quello giusto”, ha aggiunto.

L’Occidente non riesce a capire come mai Putin riesce a vincere facile. L’Occidente, Onu e Ue, in testa, non ammettono che qualcuno che non si uniforma al loro modo di pensare e di agire, possa riscuotere successo. ppure è così. Vladimir Putin ha guidato la Russia per una intera generazione, quella dei ragazzi nati quando è stato chiamato al Cremlino da Boris Eltsin a fine 1999 e che domenica voteranno per la prima volta. Nei suoi 18 anni di potere la Russia, da laboratorio di transizione politica ed economica precipitata nel caos nel corso del secondo mandato del suo predecessore, è diventata la Russia di Putin. Il Paese è infatti profondamente cambiato dagli anni Novanta. A fronte del miglioramento oggettivo delle condizioni di vita dei russi – che Putin non manca mai di illustrare in ogni suoi intervento, in cui viene agitato lo spettro dell’anarchia che lo ha preceduto, grazie al balzo dei prezzi delle risorse energetiche di cui il presidente ha beneficiato per stabilizzare l’economia e mettere da parte riserve depauperate dal 2014 per fare fronte alla nuova crisi che i risultati del passato ha incrinato, e della ripresa di influenza almeno nel suo estero vicino e in Medio Oriente, si è chiuso lo spazio per una opposizione reale, per media indipendenti e per un controllo della gestione delle risorse economiche e del sistema giudiziario.