Ricucci, selfie con le modelle e cene da mille euro in locali vip

Selfie in locali vip, durante cene e serate da almeno mille euro a volta con modelle e giovani ragazze. Ma anche pagamenti di nottate passate in hotel e diversi regali, consegnati sempre in buste chiuse. Tutto per avere in cambio una sentenza favorevole nella causa tra la Magiste Real Estate Property S.p.A. e l’Agenzia delle Entrate in merito a un credito Iva di oltre 20 milioni di euro. Sono state proprio le foto e gli sms trovati nei cellulari dai finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria della Capitale, ma anche i pagamenti con carta di credito emersi dai controlli bancari, a portare alla luce lo scambio di favori fra il giudice Nicola Russo, Stefano Ricucci e il suo socio e amico, l’imprenditore Liberato Lo Conte, arrestati dalle Fiamme Gialle.

Ricucci, Russo, Lo Conte: l’accusa

Russo, già sospeso dalle sue funzioni, è finito ai domiciliari mentre per Ricucci e il suo socio si sono aperte le porte del carcere. Per tutti e tre l’accusa è corruzione in atti giudiziari. Da quanto emerso dall’indagine, coordinata dalla procura di Roma, dall’autunno del 2014, inizio della causa tributaria tra la Magiste di Ricucci e l’Erario, e la fine del 2015, quando poi la società di Ricucci ha vinto la causa (attualmente pendente in Cassazione) i tre si erano frequentati assiduamente organizzando serate in cui a pagare alla fine era sempre Lo Conte, nominato da Ricucci amministratore della “Trader srl”, società in cui i due soci avevano ‘investito il credito Iva di oltre 20 milioni di euro, creata subito dopo la sentenza favorevole alla Magiste. Il giudice Russo, già indagato per violazione di segreto istruttorio in merito alla causa che a fine 2016 ha condannato Ricucci  a 3 anni e 4 mesi di reclusione per fatture false da 1,3 milioni di euro, era stato condannato in rito abbreviato a un anno e 10 mesi per prostituzione minorile.