Rapimento Moro: nel giorno del ricordo l’ex Br Balzerani ospite vip del centro sociale

Ha scelto il giorno peggiore per presentare il suo libro, quello del quarantennale del rapimento di Aldo Moro: il 16 marzo 1978 un commando delle Brigate Rosse rapì in via Fani a Roma il presidente della Democrazia Cristiana, uccidendo cinque uomini della scorta. Tra quei terroristi rossi c’era anche Barbara Balzerani, che questa sera, invece di tacere, come le ha chiesto la figlia di Moro, Maria Fida, sarà ospite di un centro sociale Cpa-Firenze sud Firenze, il Cpa.  Del resto, nel gennaio scorso, la brigatista aveva scritto, sui social: «Chi mi ospita oltre confine per i fasti del 40ennale?». La Balzerani ha trovato amici pronti a ospitarla, come una vip, per presentare il suo libro “L’ho sempre saputo”. Amici che oggi, sulla loro pagina Facebook, se la prendono con i giornalisti “pennivendoli”, colpevoli di aver dato fiato alle polemche politiche che arrivano soprattutto da Fratelli d’Italia.

«C’è da domandarsi se viviamo ancora in un Paese civile oppure se ormai sia tutto perduto. Nel giorno del quarantennale della strage di via Fani in cui morirono cinque servitori nobili dello Stato e fu rapito il presidente della Dc Aldo Moro, una componente del commando di fuoco di allora, la brigatista rossa Barbara Balzerani, si presenta al centro sociale di estrema sinistra Cpa per parlare di un suo libro. Un gesto che si commenta da solo: infangata la memoria delle vittime di una strage che segnò per sempre la storia della nostra Repubblica. Noi urliamo: vergogna!», dicono i consiglieri comunali fiorentini Jacopo Cellai e Mario Tenerani di Forza Italia e Francesco Torselli di fratelli d’Italia.

Nessuno, dalle stanze del sindaco Nardella e della giunta fiorentina, si è mosso per fermare questa sceneggiata oltraggiosa. «È chiara la provocazione dei rappresentanti del Cpa che hanno scelto un giorno non casuale per offendere e oltraggiare chi ha perso la vita innome dello Stato italiano – aggiungono gli esponenti di centrodestra – Quanto all’ex brigatista Balzerani, vale la pena ricordare che in seguito alla sua attività terroristica fu condannata all’ergastolo e lei tecnicamente non si è mai pentita, né dissociata. Dal carcere rivendicò anche l’uccisione del sindaco di Firenze Lando Conti, assassinato dalla Br il 10 febbraio 1986. L’unica cosa che fece qualche anno dopo fu considerarsi critica nei confronti della lotta armata, ma senza particolari accuse. Nel 2011, beneficiando dei dettami della Legge Gozzini,la Balzerani vide evaporare l’ergastolo riguadagnando la libertà, entità negata alle vittime delle sue azioni criminali. L’ultima sua uscita mediatica ha scandalizzato il Paese: poche settimane fa su Facebook in riferimento all’imminente 16 marzo ha detto: ”Chi mi ospita oltre confine per i fasti del quarantennale?». «Del resto – concludono Cellai, Tenerani e Torselli – da una terrorista mai pentita e dissociata che altro ci saremmo dovuti aspettare? Che non fosse ospitata in locali del Comune di Firenze, gestiti dal 2000 da Publiacqua, partecipata di Palazzo Vecchio. A proposito: chi paga le utenze di questi gentiluomini? Aspettiamo che il sindaco Nardella che recentemente proprio da uno di questi esponenti è stato preso a sputi, altra vergogna assoluta, ci dica esattamente ome stanno le cose».