Prete si fa crocifiggere durante la Via Crucis: «L’ho fatto per i migranti»

venerdì 30 marzo 11:31 - DI Federica Argento

La Via Crucis è un cosa seria, un momento essenziale per i credenti, un momento di raccoglimento. Quando poi diventa un “evento” o un modo per mettersi in mostra o per lanciare messaggi di altro tipo, diventa molto meno seria. Come quanto accaduto in provincia di Verona, dove  Don Diego Castagna, 41 anni, parroco di Arcole, che a Gesù dice di assomigliargli “nell’aspetto, non per essere adorato come lui”.  Parole ambigue, tese a spiegare la “messa in scena” di di giovedì quando  nella sua parrocchia si è svolta – come in diverse parti del mondo – la Via Crucis, ricordo della passione del Figlio di Dio. Ebbene: don Diego non si è limitato a ripercorrere il viaggio del Nazareno al Golgota solo idealmente- come fa il Papa- lo ha fatto nella pratica: trasportando la croce in giro per la città. Infine,si è fatto pure crocifiggere, fingendo di morire.

Via Crucis: Crocifissione “in diretta”

Intervistato dal Corriere della sera, il parroco ha detto: «Da tempo la recitazione è una mia passione, ho scritto io la sceneggiatura di questa Via Crucis». Riscrivere la Via Crucis e addirittura parlare di sceneggiatura, come si trattasse di una sceneggiata qualunque è dura da digerire. Più che il prete la sua vocazione, a questo punto, era quella di fare l’attore o il drammaturgo, o tutte e due le cose. Naturalmente non poteva mancare la finalità ultima di questa “sceneggiatura”, il messaggio, come se non bastasse quello cristiano. Non poteva mancare un richiamo all’ormai ricorrente tema dei migranti: “È una provocazione – spiega il prete – contiene molti elementi di contemporaneità: il tema dei profughi, quello del femminicidio e della violenza contro le donne, la perdita del lavoro. Se Cristo oggi fosse tra noi, si occuperebbe di questo, sarebbe in prima linea tra i profughi, tra le donne e accanto a chi ha perso il lavoro». In pieno delirio narcisistico don Castagna decide anche l’Agenda di nostro Signore, “qualora fosse tra noi”.

Tre le tappe dellaVia Crucis, femminicidi, migranti e disoccupati: “L’idea di questa Via Crucis è partita proprio dalla presenza di un gruppo di profughi nella nostra comunità. Così Gesù sbarca ad Arcole da un barcone, insieme ai migranti. E poi ad una successiva stazione, è chiuso in gabbia con le donne picchiate, sfregiate, violentate, che poi verranno liberate. Infine marcia sopra un carro con chi ha perso il lavoro per la crisi”. Il Cristo sindacalista…lontano, insomma, dalla Sacra rappresentazione cui siamo abituati. Anche la Via Crucis fa spettacolo.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • gdetoffoli@yahoo.it 30 marzo 2018

    Usate i chiodi marenga. ” Chiodi Marenga non c’è cristo che tenga ”
    murare bene la base e lasciare lì ad imperitura memoria.

  • robbieworldtrade@gmail.com 30 marzo 2018

    Un altro idiota in cerca di notorieta ormai la chiesa sforna tanti imbecilli

  • max.bialystock@libero.it 30 marzo 2018

    purtroppo, il brutto è che … ha avuto la sua soddisfazione narcisistica, si parla di lui (il sacerdote) nei giornali, nelle tv locali nei media in genere.
    Forse una accortezza maggiore nelle attitudini prsichiche prima di poter diventare sacerdote, in alcuni casi, sarebbe proprio necessaria.

  • barbantig@tiscali.it 30 marzo 2018

    la madre degli imbecilli e’ sempre incinta

  • algugli@gmail.com 30 marzo 2018

    LASCIATELO LI’, IN CROCE E PER SEMPRE