Presidenze, FI difende Romani. Meloni avverte i 5Stelle: non è detto che…

Senso delle istituzioni, rispetto per gli avversari, correttezza pubblica, preparazione, sobrietà: Forza Italia fa quadrato intorno alla possibile presidenza del Senato a Paolo Romani. “Siamo convinti che i giudizi sulla figura  di un politico, in particolar modo quando è chiamato a ricoprire alte  cariche, non possano sfuggire alla valutazione sul profilo privato e  pubblico dello stesso. E ciò mantenendo un giusto e saggio equilibrio  nelle relative valutazioni per evitare che esse sfuggano ad un  principio di doveroso buon senso ed imparzialità”. Lo dichiarano in una nota congiunta  l’ex  presidente del Senato, Renato Schifani, e il vicepresidente di palazzo  Madama, Maurizio Gasparri. “Le odierne parole del presidente Romani ci richiamano all’analisi di  una valutazione comportamentale che lo tocca come padre impegnato in  quella politica che spesso ci sottrae a momenti di affetto e di  attenzione nei confronti della famiglia. Sono parole che meritano  rispetto perchè toccano una sua condotta dovuta più che a  disattenzione alla sua assenza forzata dal mondo dei suoi affetti. Il  danno è stato prontamente risarcito tanto che la Cassazione ha chiesto  ai giudici di merito di rivedere la vicenda alla luce di ciò e della  lieve entità del danno”, hanno aggiunto. “La storia politica dell’amico Paolo Romani parla da sé. Il suo senso delle istituzioni, la sua correttezza pubblica, la sua attenzione nei confronti degli avversari, il suo tratto umano aperto al mondo politico che lo circonda, costituiscono sicuramente garanzia di una guida autorevole, trasparente e imparziale di quel ramo del Parlamento”, hanno concluso i due esponenti Fi, a cui si sono aggiunte le dichiarazioni di Renato Brunetta e di Mariastella Gelmini che ritiene “Un pretesto inaccettabile quello che
vorrebbe escludere Paolo Romani dalla possibile candidatura alla guida del Senato”.

Romani, la chiusura del M5S

Il pretesto di cui si parla è  stata l’accusa l’accusa per peculato riportata  su alcuni organi di stampa e cavalcata dal M5S per fare quadrano contro Romani presidente del Senato. La vicenda che riguarderebbe “l’utilizzo improprio del  cellulare assegnatomi dal comune di Monza per la funzione di Assessore all’urbanistica”, ha voluto spiegare lo stesso Romani. “Vorrei prima di tutto chiarire che il procedimento è ancora in corso. La Cassazione, infatti, riconoscendo la tenuità  del fatto, ha chiesto alla corte d’Appello di riconsiderare l’eventuale condanna. Inoltre, vorrei sottolineare che, immediatamente alla contestazione dei fatti, ho prima di tutto provveduto a risarcire le casse comunali della somma contestata di poche migliaia di euro, tanto che il comune amministrato da una giunta di sinistra non ha ritenuto di costituirsi parte civile nel procedimento”. “Si tratta – ha proseguito Romani – di una vicenda che personalmente mi rattrista e mi mortifica perché vede coinvolta mia figlia, all’epoca dei fatti minorenne, e mette in discussione la mia capacità di padre di conciliare il lavoro e la famiglia e di esercitare come
tutti il dovuto controllo”.

Meloni: “Non è dovuta una Camera al M5S”

Intanto, la partita della presidenza delle Camere è molto aperta. Ha spiegato Giorgia Meloni che non ci sono nessun automatismo né diritti acquisiti da parte del M5S. “Sentirò Di Maio,  mi ha chiesto di sentirci. Gli parlo volentieri ma quello che ho da dire al Movimento 5 Stelle è che non è dovuto che si dia una presidenza di una Camera alla forza che è arrivata seconda. Cosa che non è quasi mai successa”. Lo ha ribadito la leader di Fdi a Rainews durante la manifestazione a Roma per la presentazione delle prime sei proposte di Fdi per l’avvio della legislatura.  “Partiamo dalle cose che si sanno -ha sottolineato Meloni- e la cosa che si sa è che il centrodestra ha vinto le elezioni, il centrodestra ha i numeri per la presidenza del Senato. Come sempre è stato, compresa la precedente legislatura, non è che si è data una delle presidenze delle Camera alla forza che è arrivata seconda: non gliene
hanno data nessuna delle due. Chi è arrivato primo si è preso la presidenza delle Camere”.  “Noi al Senato abbiamo la maggioranza. Il presidente del Senato credo che dovrebbe essere Matteo Salvini perché lo rafforzerebbe anche nel conferimento dell’incarico”.