Povia: «Il reddito di cittadinanza beffa gli italiani. Ecco perché» (video)

«Il reddito di cittadinanza è una mossa pericolosissima: è per gli immigrati, non per gli italiani. Lo smonto coi dati»: alla sua maniera Povia, cantautore controcorrente e per questo non amato dai buonisti radical chic, torna a dire la sua su un tema cruciale per i 5 Stelle e i suoi elettori, sedotti in massa – per non dire abbindolati – dalla promessa di Di Maio. «Il reddito di cittadinanza è pericolosissimo e soprattutto gli italiani ne potranno usufruire in minima parte. Lo scrive persino Marco Travaglio», esordisce Povia in un video da ascoltare con attenzione, che sta suscitando un acceso dibattito sul profilo Fb del cantante , non nuovo a messaggi “politicamente scorretti” in tema di immigrazione incontrollata.

Questi i punti salienti del suo ragionamento, confortato da dati che non sono secondari nella considerazione che si tratti di una promessa inapplicabile da parte dei grillini con velleità di governo. «Noi non abbiamo una nostra moneta da poter controllare e amministrare come quando avevamo la lira – spiega Povia-  abbiamo l’euro, cosa ben diversa, moneta controllata dalla Bce. Dunque noi per effettuare il reddito di cittadinanza dovremmo togliere ossigeno da qualche parte per darlo alle persone in difficoltà. Si dirà: troviamo i soldi per darli alle banche, troviamoli anche per darlo agli italiani indigenti. Il discorso non farebbe una piega, ma ci sono molti se e molti ma».

«Se avessimo una classse politica che non avesse  paura dell’Europa, sapremmo che, recuperando la nostra moneta, potremmo creare tutto il lavoro che vogliamo, riprogrammarlo, riorganizzarlo. Il lavoro ci sarebbe. Avendo una moneta nostra, potremmo anche pagarlo un po’ di più questo lavoro, come avveniva al tempo della lira, periodo che ora molti disprezzano anche se la maggior parte delle persone che ha accumulato ingenti patrimoni lo ha fatto proprio in qual periodo. E‘ quindi sul lavoro che dobbiamo puntare, come dice la Costituzione:  dunque sotto questo profilo il reddito di cittadinanza è sbagliato». Basta leggere  la proposta del reddito di cittadinanza, indica il cantante, dove si dice che il sussidio verrebbe dato a coloro che si trovano a vivere sotto la soglia di povertà, ossia 780 euro al mese. «I poveri che vivono sotto la soglia dei 780 euro al mese, sono 9 milioni e mezzo. Per l’Istat ci costerebbe oltre 15 miliardi di euro l’anno. Con questa cifra ci potremmo ricostruire Amatrice, L’Aquila, si potrebbe creare lavoro, incentivando le aziende ad assumere, irrobustendo gli stipendi . A questo nessuno pensa mai».

Ora, per accedere al reddito di cittadinanza occorre presentare il modello Isee, ossia il modello che certifica la situazione economica delle famiglie. «Chi ne ha veramente diritto? I soggetti provvisti di cittadinanza italiana – si legge-   provenienti da paesi della comunità europea e – attenzione, i cittadini provienienti da paesi che hanno sottoscritto accordi bilaterali di sicurezza sociale. Sapete chi sono – dice Povia-  gli immigranti, in gran parte romeni, albanesi, turchi, tunisini. Quindi italiani, mettetevi in fila. Anche perché in Italia, l’80 per cento delle persone possiede una casa e questo fa cadere automaticamente i requisiti per accedere al reddito di cittadinanza». Conclude il cantante. «Occhio ragazzi, che avete votato i cinque stelle, capisco la vostra buona fede ma il reddito di cittadinanza meglio dovrebbe chiamarsi, “reddito di immigranza”, dice Povia, giocando con le parole per meglio chiarire il concetto. «Ed è quindi pericoloso perché incentiva gli immigranti a venire in Italia, dove non c’è lavoro».