Ponte crollato a Miami, un ingegnere segnalò le crepe 2 giorni prima, però…(VIDEO)

Dolore e morte, sgomento e rammarico e, soprattutto, il danno e la beffa: a 48 ore dal disastro del ponte crollato a Miami, (nei pressi della Florida International University), si apprende che la tragedia costata la vita a 6 persone era in qualche modo stata paventata dalle rilevazioni eseguite appena due giorni prima dell’incidente da un ingegnere che, durante un controllo, aveva segnalato delle crepe nel ponte pedonale poi venuto rovinosamente giù giovedì in Florida.

Ponte crollato a Miami, 2 giorni un controllo rilevò le crepe

E allora? Si chiedono i più: come è stato possibile che nonostante l’allarme lanciato per tempo non siano stati presi provvedimenti e misure precauzionali, lasciando che la tragedia facesse il suo corso? Semplice: a quanto risulta, sembra che l’ingegnere in questione abbia sì rilevato i cedimenti strutturali del ponte, senza però accertarsi che la comunicazione del problema e il messaggio di allerta fossero arrivati a destinazione. O almeno, questo è quanto riferito in queste ore, suscitando rabbia e sconcerto, dal locale dipartimento dei Trasporti, mentre i soccorritori sono ancora al lavoro e il bilancio della tragedia è salito ad almeno sei morti. In base a quanto trapelato, allora, sembrerebbe che l’ingegnere della società privata FIGG responsabile del progetto, avesse segnalato le crepe al dipartimento dei Trasporti, ma lui stesso non vi avrebbe dato troppa importanza.

Un messaggio non troppo allarmato e non recepito in tempo?

A quanto riferito dai media locali sulla base dell’indiscrezione fornita in ambito ministeriale appunto, il professionista si sarebbe limitato a mandare un messaggio sulla casella vocale di un funzionario, che quel giorno si trovava però fuori dall’ufficio per una missione di lavoro. Inoltre, a quanto ricostruito fin qui, sembra che l’ingegnere non fosse troppo allarmato nonostante i risultati del controllo sul ponte e le rilevazioni eseguite, e forse per questo non sarebbe andato fino in fondo nell’accertarsi se il suo messaggio fosse arrivato a destinazione e recepito da qualche altro responsabile. «Ovviamente bisognerà fare qualche riparazione, ma non siamo preoccupati per la sicurezza», avrebbe detto l’ingegnere secondo la trascrizione del messaggio che è stata diffusa ai media. E così, al disastro e al dolore, si aggiunge la beffa e monta la rabbia…