Poliziotto morto nel rogo della caserma a Firenze: un “eroe” di cui nessuno parlerà…

Il dibattito sulle offese ai poliziotti da parte della professoressa torinese – “merde, dovete morire….” – infuria sui giornali, mentre un agente, morto due giorni fa, viene sepolto senza avere lo stesso clamore mediatico della anarchica protagonista di quella squallida sceneggiata nel nome dell’antifascismo. Il funerale del sovrintendente capo della Polizia di Stato Giovanni Politi, originario di Reggio Calabria, tragicamente deceduto mentre era in servizio nel pomeriggio di domenica 25 febbraio, sarà celebrato in forma solenne nella Basilica della Santissima Annunziata, a Firenze, domani, venerdì 2 marzo, alle ore 15. I politici al governo, il ministro Minniti, in primis, dovrebbero esserci.

Politi, 51 anni, è deceduto in un incendio divampato dentro la caserma ”Fadini” di Firenze. Sulla vicenda la magistratura ha aperto un’inchiesta per accertare la dinamica del decesso dell’artificiere della polizia di Stato che domenica pomeriggio è morto nel rogo divampato nei locali della caserma Fadini, alla Fortezza da Basso. Secondo le prime indagini, in quella stanza esplosa sarebbero stati stoccati materiali pericolosi. Sarà fondamentale capire se ci sia stato prima l’incendio e poi l’esplosione o viceversa. Dopo la fine del suo turno, al termine della partita Fiorentina-Chievo, Politi si era intrattenuto in quella sorta di spogliatoio, una stanza attigua agli uffici del nucleo artificieri.  Il Movimento dei Poliziotti Democratici e Riformisti chiede chiarezza: «Chiediamo che la magistratura, su cui riponiamo la nostra totale fiducia, disponga con urgenza ferree ed approfondite  indagini che facciano totale chiarezza sulle cause che hanno generato l’incendio e se i connessi piani di sicurezza erano aggiornati ed efficienti. E’ necessario, anzi indispensabile, che una Istituzione seria come la nostra dimostri totale  trasparenza su questo drammatico evento che ricordiamo a noi stessi non dovrebbero per nulla accadere, che sia da spunto per una verifica più ampia su tutte le Caserme e le Questure d’Italia dove insistono depositi di armi e munizioni».