Piacenza, è già fuori l’egiziano che picchiò il carabiniere al corteo antifascista

Fu lui, Moustafa Elshennawi, il più accanito nell’aggressione a Luca Belvedere, il carabiniere picchiato selvaggiamente dai centri sociali a Piacenza durante il corteo antifascista. Niente carcere, l’egiziano ha già ottenuto i domiciliari dopo il ricorso al tribunale del Riesame, presentato dai sindacalisti dei Cobas.

Il corteo antifascista e l’aggressione al carabiniere

Un gruppo di carabinieri fu costretto a indietreggiare perché il corteo antifascista avanzava minaccioso. Uno dei carabinieri, Luca Belverdere, inciampò e finì a terra. I militanti dei centri sociali ne approfittarono, gli si scagliarono contro, iniziando a colpirlo con calci e pugni. L’egiziano Moustafa gli prese lo scudo e glielo scaraventò addosso, Una scena immortalata da immagini che mostravano una violenza cieca nei confronti del militare a terra.  Luca Belvedere riportò danni alla spalla. I colpevoli furomo riconosciuti anche grazie alle foto fatte circolare su Facebook e nelle chat whatsapp della polizia. Alla fine Moustafa fu smascherato e preso. Ma I “compagni” del sindacati Si Cobas organizzarono subito una manifestazione di fronte al carcere.

I “compagni di lotta” esultano

Come riportato dal Tempo, Moustafa ha ottenuto i domiciliari. Ed esultano i “rossi”, protagonisti del corteo antifascista di Piacenza: «Siamo uomini d’azione e vorrei ringraziare tutti coloro che hanno condiviso le manifestazioni di sostegno per Mustafa», ha scritto Mohamed Ali Arafat, sindacalista a Piacenza, per annunciare l’avvenuta scarcerazione del compagno di lotta. «La liberazione do Moustafa è solo il primo di una serie di passaggi necessari a liberare tutti i protagonisti di quella grande giornata di lotta antirazzista». Poi il solito manifesto contro «gli atti di terrorismo di matrice fascista e leghista». Un linguaggio che ricalca altri linguaggi, quelli dei kompagni stile anni Settanta. Fuori dalla storia.