Pena di morte per i trafficanti di droga: inizia la guerra di Trump allo spaccio

L’amministrazione Trump sta studiando nuove misure che permetterebbero al procuratori di chiedere la pena di morte per i trafficanti di droga. Lo rivelano fonti informate sulle consultazioni che sono in corso tra il dipartimento di Giustizia e il Domestic Policy Council della Casa Bianca, che consiglia il presidente sulle linee della politica interna, per l’analisi di possibili misure che potrebbero essere annunciate nelle prossime settimane. Era stato lo stesso Donald Trump la scorsa settimana a suggerire la pena di morte per i trafficanti di droga come misura per fermare l’epidemia di oppiacei, considerata un’emergenza negli Stati Uniti dove ha ucciso 64mila persone lo scorso anno. “Alcuni Paesi hanno pene molto severe, la pena definitiva, e hanno un problema con la droga minore di quello che abbiamo noi”, ha detto il presidente che, secondo fonti della Casa Bianca, ha espresso interesse, in privato, per le leggi adottate a Singapore per condannare a morte i trafficanti. Rappresentanti della città-Stato asiatica sono anche andati alla Casa Bianca per illustrare, in una vera presentazione con il PowerPoint, il sistema di leggi adottate nella lotta alla droga. È stato invece pubblico l’apprezzamento espresso da Trump per “l’incredibile lavoro fatto contro il problema della droga” da Rodrigo Duterte, il presidente delle Filippine accusato di aver fatto uccidere migliaia di persone in azioni extragiudiziarie della polizia in quella che chiama la “guerra alla droga”. DUterte, tra l’altro, è stato eletto dalla stragrande maggioranza dei filippini proprio sulla base di queste promesse elettorali.