Pamela, Oseghale non ha scampo: c’è il suo Dna sui resti della ragazza

Per il macellaio nigeriano non c’è scampo, il cerchio sta per chiudersi intorno a lui. Arrivano conferme su conferme ad avvalorare gli esami tossicologici e gli esami autoptici svolti sulle povere membra di Pamela. Ormai è chiaro: la tesi difensiva che ad uccidere la ragazza sia stata una overdose non regge più. Arriva una prova probabilmente decisiva: il Dna di Innocent Oseghale è stato trovato sui resti del corpo di Pamela Mastropietro. È uno dei pochi dati che trapelano dagli accertamenti condotti dal Ris sul corpo della diciottenne, uccisa e fatta a pezzi il 30 gennaio. Chi si è accanito sul corpo della ragazza e l’ha sottoposta poi a un lavaggio meticoloso, non è riuscito a dissolvere le tracce del Dna. Malgrado questo trattamento disumano, i medici legali e i carabinieri specializzati nelle analisi scientifiche hanno trovato due tracce di materiale biologico su di lei. Come leggiamo sul “Giorno”, da quelle tracce sono stati poi estratti due dna diversi: uno coincide con quello del tassista che avrebbe passato del tempo con Pamela il  29 gennaio; e l’altro coincde con il Dna di Oseghale. Dunque, il cerchio si chiude intorno al nigeriano. Questa traccia ribalta il racconto di Osenghale davanti agli inquirenti. Il nigeriano aveva sostenuto di essere fuggito subito dopo il malore di Pamela a causa di una overdose. Questa svolta nelle indagini potrebbe confermare i sospetti degli investigatori. “Ma le indagini non sono chiuse –leggiamo sul Resto del Carlino – Campioni di dna continuano a essere prelevati ad altri immigrati. E martedì pomeriggio i carabinieri torneranno in via Spalato, per misurare con precisione le mattonelle dell’appartamento in cui abitava Oseghale”. Per ulteriori accertamenti.