P3, sei anni e mezzo a Flavio Carboni. Condannato Verdini per finanziamento illecito

Per i giudici della nona sezione penale di Roma, anche la P3, oltre alla Loggia Propaganda 2, fu un’associazione segreta. E, per questo, hanno condannato, oggi 8 persone fra cui, a 6 anni e 6 mesi, l’uomo d’affari Flavio Carboni. Assolto da questa accusa l’ex-senatore Denis Verdini che però, è stato condannato ad un anno e tre mesi per finanziamento illecito oltre al pagamento di una multa di 600mila euro.

I giudici romani hanno condannato per associazione a delinquere e violazione della legge Anselmi sulle società segrete anche l’imprenditore Arcangelo Martino a 4 anni e nove mesi.
Il reato era contestato anche anche all’ex-giudice tributarista Pasquale Lombardi morto il 2 marzo scorso.

In totale il Tribunale della nona sezione penale di Roma ha inflitto otto condanne.
Per i reati non legati all’associazione per delinquere è stato condannato a 10 mesi per diffamazione e violenza privata l’ex-sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino insieme con Ernesto Sica, ex-assessore regionale in Campania ai danni di Stefano Caldoro, ex-presidente della Regione Campania, che si era costituito parte civile e al quale è stato riconosciuto un risarcimento simbolico di 1 euro.

Inflitti due anni all’ex-presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, accusato di abuso d’ufficio. Condannati per corruzione a 1 anno e 10 mesi il presidente del consorzio Tea, Pinello Cossu e l’ex-presidente dell’Arpa Sardegna, Ignazio Farris. Per le altre posizioni i giudici hanno riconosciuto una serie di prescrizioni tra cui quella dell’ex-governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci.

La vicenda originaria, per la quale Carboni viene arrestato nell’estate del 2010, è quella degli appalti per l’energia eolica in Sardegna,

Ottantasei anni e una vita piuttosto movimentata costellata di avvisi di garanzia e arresti, Flavio Carboni è stato anche accusato dell’omicidio del “banchiere di Dio, Roberto Calvi”, ma è stato poi assolto. E’ stato, invece, condannato con sentenza passata in giudicato, a 8 anni e 6 mesi di reclusione per concorso nel fallimento del Banco Ambrosiano insieme a Umberto Ortolani,  Licio Gelli e Francesco Pazienza ma, per una serie di meccanismi premiali, Carboni non ha mai scontato la pena in carcere.