Omicidio della pittrice di Giulianova, nei guai l’ex marito e il figlio

Svolta nell’omicidio della pittrice di Giulianova Renata Rapposelli. Sono stati arrestati l’ex marito Giuseppe Santoleri e il figlio Simone, entrambi sono accusati di concorso in omicidio volontario e soppressione di cadavere. La competenza delle indagini adesso passa alla Procura di Teramo. La pittrice era scomparsa il 9 ottobre dopo aver incontrato l’ex marito, pensionato di 67 anni e il figlio Simone, 43 anni disoccupato, nella loro casa di Giulianova Lido, in provincia di Teramo. Il corpo della donna, 63 anni era stato ritrovato, un mese dopo, nelle campagne di Tolentino, nelle vicinanze del greto del fiume Chienti.

Omicidio della pittrice di Giulianova, la ricostruzione

Come ricostruisce Repubblica, lunedì 9 ottobre “Reny” Rapposelli era arriva in treno a Giulianova intorno alle 13. La visita al figlio e all’ex marito, che abitano in un piccolo appartamento di 30 metri quadrati, era inattesa dai due. La donna voleva recuperare i 1.800 euro di alimenti che il suo ex le doveva. Durante l’incontro, secondo il racconto dei due uomini, lei si era arrabbiata. «Come? A me non dai i soldi che mi spettano e poi ti compri la cucina nuova?», avrebbe detto la pittrice furibonda. Il figlio ha raccontato di aver detto al padre di riaccompagnare la madre a casa. Renata sarebbe salita nella Fiat 600 bianca dell’uomo e lui avrebbe imboccato la statale verso Ancona. Ma il viaggio si sarebbe interrotto vicino al Santuario di Loreto per una lite. La versione dei Santoleri, si legge ancora su Repubblica,  non aveva convinto gli inquirenti. Il sospetto era arrivato con la testimonianza di Simone. Piena di dettagli, come a voler giustificare l’eventuale ritrovamento di tracce della madre in casa e nell’auto.

La testimonianza

Altro elemento chiave delle indagini, riporta ancora Repubblica, era stata la testimonianza della dipendente di una farmacia di Tortoreto, vicino Giulianova, dove la donna il 9 ottobre verso le 17 entrò in stato confusionale, chiedendo un tranquillante e mostrando la sua tessera sanitaria.  Ma a quell’ora, secondo il figlio, la madre era già nelle Marche. Contraddizioni che non hanno mai convinto del tutto gli investigatori. Il caso è stato chiuso anche grazie alle registrazioni di alcune telecamere di sorveglianza.