Non vuole compagno di cella africano, detenuto di Terni appicca un incendio

giovedì 8 marzo 17:46 - DI Redazione

Ha dato fuoco alla cella perché non voleva un compagno nordafricano. È accaduto nel carcere di Terni e a riferirlo è il sindacato di polizia Sappe. «Sono stati momenti di grande tensione e pericolo, gestiti però con grande coraggio e professionalità dai poliziotti penitenziari», ha spiegato Fabrizio Bonino, segretario nazionale delegato all’Umbria del Sindacato autonomo polizia penitenziaria, il primo e più rappresentativo della categoria.

Nel carcere di Terni sfiorata «una tragedia»

Bonino ha parlato di «protesta sconsiderata e incomprensibile di un detenuto italiano, che non voleva venisse messo nella sua cella un detenuto nordafricano e per questo ha appiccato il fuoco». «Poteva essere una tragedia, sventata dal tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari di servizio nel reparto e dal successivo impiego degli altri poliziotti penitenziari in servizio nel carcere », ha proseguito il rappresentante del Sappe, sottolineando che «il tutto è accaduto presso il padiglione media sicurezza del carcere ternano».

Il Sappe chiede interventi urgenti

Il responsabile è un detenuto italiano di 33 anni, che già nel passato si è reso responsabile di gravi fatti che hanno alterato l’ordine e la sicurezza interna. «È sotto gli occhi di tutti che servono urgenti provvedimenti per frenare la spirale di tensione e violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria nelle carceri italiane e di quelle umbre in particolare», ha avvertito il sindacalista.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • merighifranco1@gmail.com 8 marzo 2018

    Le vere vittime sono gli agenti di polizia che se non intervengono sono responsabili !
    Alla destra il compito di capovolgere anche questo stato di fatto dato che i cittadini non vedono l’ora .
    Io mentalmente i due delinquenti li ho gia’ cotti, due in meno . . . ma sono ancora troppo pochi .
    TUTTI gli addetti delle forze dell’ordine hanno le mani legate . Occorre slegargliele ma in fretta .
    Dato che hanno perso sento odore di rivolta “extracomunitaria”. Bisogna anticiparli .