«Niente patente perché gay»: lo Stato gli darà 100mila euro di risarcimento

Centomila euro: è il risarcimento che lo Stato dovrà versare a Danilo Giuffrida, il 35enne siciliano che all’inizio del 2000 si era visto sospendere la patente di guida perché gay. A stabilirlo, a conclusione di un lungo e complesso iter processuale, la Corte d’Appello civile di Palermo che ha ribaltato così il verdetto dei magistrati di Catania che ben sette anni fa avevano ridotto il risarcimento stabilito in primo grado, da 100mila a 20mila euro. La sentenza era stata annullata con rinvio dalla Cassazione: a Giuffrida era stata sospesa la concessione della patente dopo che lui aveva dichiarato la propria omosessualità nel corso della visita di leva, che all’epoca era ancora obbligatoria.

«Niente patente perché gay»: la vicenda

Era stato esonerato dal servizio e qualche mese dopo la motorizzazione civile di Catania gli aveva notificato il provvedimento di revisione della patente di guida, richiedendo una nuova visita medica di idoneità. Il ragazzo si era rivolto quindi al tribunale chiedendo un risarcimento di mezzo milione di euro. Il giudice di primo grado aveva accolto l’istanza, disponendo però un risarcimento più basso, di 100mila euro. Ora la Corte d’Appello del capoluogo siciliano ha condannato il ministero dei Trasporti e quello della Difesa a pagare, oltre al risarcimento nei confronti di Giuffrida, anche il costo delle spese processuali.