Naufragio nell’Egeo: 14 morti. Sos dal Viminale: il sistema d’accoglienza è al collasso

Ancora una tragedia del mare. Ancora vittime dell’ennesimo naufragio, avvenuto stavolta al largo delle coste greche, in mar Egeo, e costato la vita a 14 persone, tra cui alcuni bambini. Così, mentre la Merkel e Macron s’interrogano sul risultato elettorale di casa nostra e su come abbia chiaramente  espresso avversità e insoddisfazione profonda per la politica Ue adottata nella gestione dei flussi migratori; e proprio a stretto giro dalle dichiarazioni del ministro dell’Interno Marco Minniti, tornato a esternare e motivare viva preoccupazione per il nostro sistema d’accoglienza dei migranti, al collasso endemico, e non da ieri, il mare inghiotte altre vittime. Ma dalla Libia si continua a imbarcarsi e partire, disposti a tutto: anche a morire.

Naufragio al largo dell’Egeo: 14 vittime tra i migranti

E allora, una delle ultime imbarcazioni stipate di clandestini è quella naufragata al largo dell’isola greca di Agathonisi, nell’Egeo. Dei 21 passeggeri a bordo, almeno 14 sono morti, secondo quanto riferisce la guardia costiera greca che – come riporta, tra gli altri, il sito dell’Ansa – «sta continuando le ricerche coadiuvata da mezzi aerei, dalla Marina militare e da un’imbarcazione di Frontex». Tre persone, due donne e un uomo che erano a bordo dell’imbarcazione naufragata e che sono riusciti a salvarsi nuotando fino alla riva, sono riuscite a mettersi in salvo e hanno allertato le autorità, ha reso noto poco fa la Guardia costiera greca. «Continuiamo le operazioni di ricerca e salvataggio», ha poi aggiunto; una volta partiti i soccorsi, però, il dramma si era già consumato: e tra i primi sei corpi ritrovati e recuperati, figurano anche quelli di quattro bambini. Il bilancio, al momento, è purtroppo ancora solo provvisorio.

L’allarme del Viminale: il sistema d’accoglienza è al collasso

Così come continuo e ininterrotto, nonostante accordi diplomatici, monitoraggi continui e soluzioni varate solo a titolo temporaneo, continua ad essere il flusso migratorio marittimo, in partenza dalla Turchia e dalla Libia, e indirizzato verso le nostre coste e quelle greche soprattutto. Tanto che, come ribadito nelle ultime ore dal ministro dell’Interno nella direttiva generale 2018 dedicata all’amministrazione e alla gestione del Viminale, inviata alla Corte dei conti e all’Ufficio centrale di Bilancio, e come riferito dal Messaggero online, «c’è il rischio che il sistema di accoglienza dei migranti non regga la pressione in vista dei mesi estivi e di un clima più clemente che faciliterà la traversata». Incrementando un sistema che, dal traffico di migranti all’accoglienza coatta prevista nei porti d’approdo, conta su una macchina dai meccanismi arrugginiti, dalla possibilità sotto-dimensionate e dai costi sempre più insostenibili: sia per chi arriva, che per chi è chiamato all’ospitalità coatta.