Missione in Niger, pasticcio di Alfano e Pinotti. Niamey: ma chi vi ha invitati?

Non era vero nulla? La missione italiana in Niger, sbandierata dal nostro governo come importantissima per far cessare l’innigrazione clandestina e il terrorismo islamico in quell’area, non si farà. La notizia è esplosa con le dichiarazioni di ieri del ministro dell’Interno nigerino Mohamed Bazoum, che nega di aver richiesto l’intervento militare italiano nel Paese, e rifiuta recisamente le truppe tricolori, definendo l’intervento italiano “inconcepibile”. Inoltre, sostiene il ministro africano, non c’è mai stato contatto o richiesta tra le autorità dei due Paesi. Questo in realtà non è del tutto vero, perché il nostro ministro della Difesa invece sostiene che dopo l’incontro con il suo omologo nigerino Kalla Moutari, abbia ricevuto ben due lettere dal governo di Niamey con le quali si chiedeva l’invio di alcuni soldati, ma solo per l’addestramento per il controllo dei confini. Quindo, la cosa è ben diversa dalla missione militare  ipotizzata dal governo italiano, con 500 uomini armati di tutto punto, mezzi pesanti, elicotteri e aerei, come era stato detto. Al massimo, ha detto il ministro dell’Interno del Paese del Sahel, si può pensare a una missione di esperti senza ruoli operativi. Chi dice la verità? Conoscendo i nostri ministri e la loro scarsa dimestiche zza con le lingue, di potrebbe pensare che abbiano equivocato, ma in realtà siamo più portati a pensare che una semplice missione di addestramento sia stata contrabbandata dal nostro governo come un’azione in favore del controllo dell’immigrazione selvaggia, allo scopo di conquistare consensi. Ma la cosa non funziona, tanto che hanno perso le elezioni proprio sulla questione immigrazione, perché sono stati proprio i partiti – e il governo – di Alfano e Pinotti a favorire l’ingresso incontrollato di centinaia i migliaia di clanestini all’Africa, tra i quali delinquenti e potenziali terroristi, come ci raccontano le cronache quotidiane, con l’aiuto diretto o indiretto delle cosiddette ong caritatevoli e – purtroppo – anche della nostra Marina militare e della Guardia costiera, che essendo costrette a “salvare” i clandestini buttatiin mare dagli scafisti, li hanno riportato sul nostro territorio nazionale anziché nel porto vicino più sicuro, come prescrive la normativa, e quindi in Libia, Tunisa, Malta, ma certo non in Italia. Insomma, questa della missione in Niger è l’ennesima figuraccia del nostro defunto governo, anche perché in quel Paese c’è già una missione importante di Francia, Germania e Stati Uniti, e non si vede in quale modo l’Italia avrebbe potuto contribuire, se non per proteggere i giacimenti di uranio francesi.