Meloni: «Per un governo Salvini i numeri non sono impossibili»

giovedì 15 marzo 15:34 - di Redazione

«Nessun veto su chi volesse sostenerci». Lo dice la leader FdI Giorgia Meloni in una conferenza stampa al centro Civita, sottolineando che i numeri mancanti per un governo Salvini «sono importanti ma non impossibili». «Vorrei che ci fosse più convinzione del centrodestra su Salvini premier». Sulle presidenze delle Camere, la Meloni riferisce anche di aver «avuto oggi una telefonata di Danilo Toninelli e penso che nelle prossime ore ci vedremo. Non ho voluto parlare con nessuno prima di aver avuto un confronto nel centrodestra».

«Sono stata io – ha poi ricordato la Meloni –  a proporre la presidenza del Senato a Salvini, nell’ottica di rafforzare la sua candidatura a premier del centrodestra, non certo di indebolirla. Il Presidente della Repubblica, com’è noto, potrebbe conferire alla seconda carica dello Stato il mandato esplorativo”. “Se si insistesse per dare ad un altro esponente della Lega la presidenza di una delle Camere -ha aggiunto- significherebbe non credere alla possibilità di Salvini premier, perché è  difficile che la Lega possa esprimere sia il presidente del Consiglio che il presidente di un ramo del Parlamento».

E se non si riuscisse a trovare una maggioranza? «La coalizione – risponde Meloni –  dovrebbe trovare un’altra soluzione di centrodestra. Andrebbe fatto un altro nome. Della Lega? Non è detto, ma certo la Lega ha un ruolo fondamentale e dovrebbe essere proprio Salvini a indicare un piano B» Alla domanda su cosa fare nel caso che anche il piano B fallisse, Meloni ha tagliato corto: «Allora si fa un governo… settimanale, il tempo per fare una legge elettorale e poi si torna a votare».

La Meloni ha iniziato la conferenza stampa dopo aver fatto una foto di gruppo insieme con gli altri 49 parlamentari di FdI (in tutto, 32 deputati e 18 senatori) con sullo sfondo l’Altare della Patria. “Con nove deputati siamo stati il gruppo più prolifico in termini di produzione parlamentare, figuriamoci cosa possiamo fare con 50”.

Commenti

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  • Francesco Desalvo 16 marzo 2018

    Berlusconi aveva proposto da tempo la flat tax al 23%, Salvini in campagna elettorale lo ha copiato portandola però al 15 (irrealizzabile a breve termine) per imbonire gli eloettori, ora vuole andare con i grillini (lo ha detto addirittura ad un ambasciatore estero) che invecevogliono il reddito di cittadinanza. Che ne farà Salvini della flat tax? Ambedue le soluzioni richiedono all’incirca la medesima cifra di copertura, ma a stento ce n’è per una sola. Oppure altre tasse, altro che flat tax!
    Ambedue dicono che vogliono governare in prima persona, ma per quanto ne so di capi del governo ce n’è sempre stato uno solo. Ma chi vogliono prendere in giro?
    Ambedue dicono che potranno sforare il 3% e se la prendono con l’Europa che ce lo imporrebbe. Ragionamento da imbonitori. Il fatto reale è che, Europa o non Europa, stiamo già pagando 70 miliardi di interessi sul debito contratto. Se si sfora allegramente il 3%, aumenterà ancora il debito e gli interessi (composti) diverranno insostenibili. Fallimento come l’Argentina che non sapeva nemmeno che esistesse di Bruxelles, o le regole dell’Europa. Noto che anche Peron aveva dato il reddito a tutti.
    E col fallimento non si scherza, restiamo tutti in braghe di tela, altro che crisi dal 2008 al 2016!.
    Poi Salvini (e pure la Meloni) avevano chiesto a Berlusconi un patto notarile per assicurarsi che non tradisse il contratto di programma stabilito.
    Ed ora per mettersi d’accordo con Di Maio dovrà stracciare almeno la metà di questo contratto, e di Maio l’altra metà del suo programma.
    Che magnifici individui!!

  • giorgio 16 marzo 2018

    ma scusate un poco, da tempo tutti, cominciando dai politici per finire agli “analisti”, a dirci di andare, andare e poi ancora andare a votare. Ora che il Cittadino ha votato ed ha espresso il suo pensiero nell’urna, tutti, a cominciare dagli analisti, fra cui molteplici parolai e molteplici giornalisti,tutti di parte, a stracciarsi le vesti. Si dimentica che il voto “costruisce” quali.-quantitativamente le Camere, deputati e senatori, poi il governo si fa in Parlamento ed e’ da sempre il frutto di accordi,, non solo nel Bel Paese, come e’ normale che sia.E allora facciamola finita con questa menata della ingovernabilita’; per altro la domanda sorge spontanea: negli anni scorsi che c’era la governabilita’ e’ andato tutto bene’ o forse sarebbe stato meglio che tutta codesta governabilita’, ricordiamoci le congiure di Palazzo, non ci fosse?????? le alleanze per governare si fanno sui programmi e poi si trovano le “formule”, frutto di compromessi, noi italiani siamo maestri con le formule, ricordiamoci tanti governi passati, appoggio esterno, appoggio condizionato, appoggio condiviso, convergenze parallele, ecc……….altrimenti si torna a votare, ma ho l’impressione che cambiera’ poco il rapporto quali.-quantitativo.

  • Renato Francione 16 marzo 2018

    Non capisco assolutamente questo odio congenito verso Berlusconi. Se la lega si è sviluppata è grazie alla concomitanza di intenti con l’allora segretario Bossi, altrimenti sarebbe rimasto un piccolo movimento locale. Se la Lega ha avuto più voti è perché un giovane Salvini ha fatto 300 comizi in tutta Italia, il popolo vuole il rapporto diretto. Se la destra è stata sdoganata è grazie a Berlusconi e non dimentichiamo che è l’unico statista eletto dal popolo, tutti gli altri da giochi di caminetto e da un Presidente di parte.

  • Salvatore Torre 16 marzo 2018

    La lucidità della azione di Meloni va al massimo

  • Tita presti 16 marzo 2018

    Non si esclude nessuno. Se si fa un accordo si sta uniti. O si va a votare con programmi chiari. Ho votato l’unione e tale deve essere.

  • ENRICO 16 marzo 2018

    Giorgia Meloni ha tutto il mio più sentito apprezzamento per tutto ciò che sta facendo in questo difficilissimo periodo della storia italiana;grazie!

  • sergio la terza 16 marzo 2018

    Tutti questi incontri puzzano.qualche ingiugio? Attenzione Salvini.

  • eddie.adofol 16 marzo 2018

    la cosa migliore sarebbe Salvini/Di Maio escludendo Berlusconi e se non è possibile anche FDL. IMPORTANTE è escludere Berlusconi.

    • avv. alessandro ballicu 16 marzo 2018

      esatto il top sarebbe un governo populista antieuro lega, fratelli d’itali e 5 stelle così la ue non potrebbe continuare a umiliare e impoverire l’italia, speriamo che la Meloni lo comprenda e aiuti salvini sarebbe il governo migliore in questa fase storica una sorta di rivoluzione

      • Mara 16 marzo 2018

        Speriamo!…Qui bisogna assolutamente andare avanti e fare cose concrete per il
        nostro amato Paese.

      • Franco Prestifilippo 16 marzo 2018

        Sono totalmente d’accordo, e poi vediamo come si comporta l’Europa e si chiederà ancora di portare a spasso il cagnolino…!!!!!!

  • Aldo Barbaro 16 marzo 2018

    H ragione la Meloni bisogna appoggiare Salvini.Berlusconi venga messo da parte.

    • giorgio 16 marzo 2018

      esatto.

  • Tita presti 16 marzo 2018

    Premesso che la sovranità appartiene al popolo.
    Si va votare senza tanti se e tanti ma. Sono anni che ci giriamo intorno. Il voto è diritto dovere. Si va avotare tutti e chi nn vita non ha diritto ai servizi dello stato. Se nn si sente rappresentato annulla la scheda.
    La scheda elettorale semplice. 3 pallini giallo bleu rosso. A lato gli obbiettivi.
    Dei nomi nn me ne frega nulla. Che conta è il risultato.
    Per quanto concerne il lavoro è assistezialismo, il lavoro si invemta. Il paese sta andando a pezzi e diamo i soldi a chi si gratta la pancia.

    • Aurora 16 marzo 2018

      ben detto andiamo a votare di nuovo. fanno una legge decente e via