Meloni lancia il “patto di pietra”. Berlusconi: «Siamo 4 eroi, votateci»

Sala strapiena e folla assiepata fuori ad ascoltare dagli altoparlanti per la manifestazione del centrodestra al Tempio di Adriano, a Piazza di Pietra, a Roma. «Insieme per vincere» era lo slogan dell’incontro, nato come ultimo appello al voto agli italiani. E l’appello c’è stato: ripetuto, declinato in diverse forme, sottolineato anche dalla lettura, fatta da Silvio Berlusconi, di una lettera agli italiani, perché non solo vadano a votare per il centrodestra, ma si mobilitino come «missionari» del voto. «Andate tutti a votare. Andate a prelevare pure le vostre zie vecchiette e portatele a votare…», ha scherzato Berlusconi, rivolgendo l’appello anche agli elettori del Lazio, a sostegno di Stefano Parisi, presente all’incontro al pari dei leader: oltre al Cav, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Raffaele Fitto.

 «Questa è la manifestazione anti-inciucio»

Declinando il programma, però, i leader del centrodestra, tutti e quattro insieme, hanno anche ribadito che non vi sarà spazio per alcun “inciucio”, che per i partiti della coalizione è impensabile formare un governo con altre forze politiche. «Questo è l’unico perimetro possibile per questi partiti, non ci sono scelte diverse da quelle che vedete qui», ha detto Giorgia Meloni, indicando gli alleati e suscitando un intervento fuori programma di Berlusconi, il quale ha ribadito l’impegno: «Ciascuno di noi ha preso l’assoluto impegno a non aprirsi a coalizioni con altri partiti, anche se non raggiungessimo la maggioranza elettorale. Su questo non c’è alcun dubbio». Dunque, «alla fine la famosa manifestazione anti-inciucio l’abbiamo fatta», ha rilevato la leader di FdI, incassando l’applauso della sala. Oggi siamo a piazza di Pietra, speriamo che questa coalizione riesca ad avere la stessa forza e la stessa struttura che ha la pietra», ha aggiunto Meloni, mentre il leader azzurro ricordava che «l’unica coalizione che potrà garantire un governo forte e stabile è solo quella del centrodestra, formata da questi quattro eroi della libertà e della democrazia…».

«Tra una settimana ci sarà il governo di centrodestra»

Ciascun leader si è soffermato a lungo sul programma, condiviso, stilato insieme, sottoscritto con convinzione. Dalla sicurezza al rilancio della scuola come primo presidio di educazione civica, dalla tutela del made in Italy alla valorizzazione del lavoro, fino a una fiscalità più equa, a partire dalla Flat tax, il centrodestra ha rilanciato con decisione la sua idea di Italia, forte e capace di tornare protagonista anche in Europa. Con la certezza che gli italiani siano al suo fianco. «Il sondaggio della gente mi dice che tra una settimana c’è il governo di centrodestra. Poi chi farà cosa lo vedremo il 5 marzo», ha detto Salvini, attestandosi come gli altri leader su una linea fermamente programmatica, tenendosi ben lontani dalle sceneggiate sulla presentazione di fantomatici governi, che in queste ore impegnano tanto, per esempio, il M5s. «Parliamo di ministeri, non di ministri», ha detto Meloni, indicando così anche una lista di priorità: Giustizia sociale, Turismo e made in Italy, Lavoro e professioni. Temi che, per la leader di FdI, sono centrali e devono avere un dicastero dedicato.

Per l’Italia «un governo di patrioti o un governo di sudditi»

L’umore è alto. E soprattutto Berlusconi, che ha svolto anche la funzione di “moderatore”, non ha mancato di sottolinearlo con quel repertorio di battute, gag e inviti al pubblico che sempre lo hanno accompagnato nel corso di questa campagna elettorale. «Noi saremo un governo rivoluzionario. Siamo tutti rivoluzionari, ma ce n’è uno che lo è più degli altri: Raffaele Fitto», ha detto il Cav nel suo primo intervento, facendo capire da subito con quale tenore avrebbe svolto il suo ruolo di “maestro di cerimonie”. «La gente è arrabbiata, fatela sfogare prima che vada a votare, parlateci, in modo che poi nell’urna esprima un voto utile», ha detto Fitto, servendo un nuovo assist al Cav. «Picchiate prima il marito e dopo andate a votare. Così si sono sfogate e votano per noi…», ha detto il leader azzurro, richiamato subito a più miti consigli da Giorgia Meloni. «Attenzione, se le donne picchiano il marito poi quello è arrabbiato e vota M5S», ha avvertito la leader di FdI, facendosi però serissima quando è stato il momento di chiarire che «o vince il centrodestra o è il caos». «Nessuna delle altre forze può ottenere la maggioranza. O diamo all’Italia un governo di patrioti o l’Italia avrà un governo di sudditi, fatto sulla pelle dei cittadini per interessi diversi da quelli dei cittadini».