Massacrò una donna con 51 coltellate: esce di cella dopo 5 anni. «È depresso»

Condannato a sedici anni, poi ridotti a dodici, ma dopo soli cinque anni di carcere Paolo Rao, colpevole di aver ucciso la fidanzata con 51 coltellate, è già libero, affidato a una comunità. «È depresso», dicono i medici, che hanno evidentemente convinto i giudici del Tribunale di Sorveglianza: Paolo Rao, figlio dell’ex direttore dell’Usl 16 di Padova, Fortunato Rao, potrà stare agli arresti domiciliari nella struttura residenziale “La Casa gialla” di Camposampiero fino al 28 febbraio 2020. «Incompatibile con il regime carcerario». Nel 2012 l’uomo massacrò con oltre cinquanta coltellate quella che fino a qualche settimana prima era stata la sua compagna. Già la Corte d’Appello aveva ridotto da 16 anni e 8 mesi a 12 anni e 4 mesi la pena detentiva basandosi su una perizia psichiatrica che parlava di uno stato depressivo più grave rispetto a quello prospettato in primo grado. Per i parenti della vittima, Erica Ferrazza, un’altra befa anche dal punto di vista economico: da 250 mila euro a 200 mila.

La donna, psicologa, aveva deciso di dire basta alla sua relazione con Rao: fu uccisa con fendenti al collo, alla schiena e al torace con ferite mortali al cuore, ai polmoni e al fegato. Dopo il delitto l’uomo si affacciò sul terrazzo, facendo sedere la figlia piccola sul parapetto e minacciò di lanciarla nel vuoto, prima di tentare il suicidio. Un anno prima dell’omicidio Rao aveva ferito la figlioletta con un coltello durante una vacanza a Bibbona, sulla costa livornese. All’uomo, che oggi ha 36 anni, è stata tolta la patria potestà.