Di Maio: il premier devo farlo io. Alla Lega i ministeri più importanti?

In fondo Matteo Salvini osservando che per lui fare il premier non è questione di vita o di morte, ha agevolato Luigi Di Maio, che appare invece irremovibile: “Il premier lo devo fare io”. I due comunque si sentono al telefono molto spesso e – come scrive La Stampa – in queso dialogo è Salvini il più attivo: “Il capo del Carroccio è molto più attivo: propone, parla, disegna scenari. Domenica ad alcuni parlamentari ha detto chiaramente: «Il governo non sarà guidato né da me né da Di Maio. Fidatevi, finirà così». Salvini vuole stanare il grillino, che invece aspetta, silente, ma categorico nella sua richiesta”.

A sua volta Di Maio ipotizza una possibile via d’uscita: il partito di maggioranza relativa nomina il premier, il partner di governo prende i ministeri più importanti. A Salvini, secondo i calcoli del M5S, potrebbero andare Economia o Sviluppo economico, Interno, Difesa, Agricoltura e magari Trasporti, considerando l’importanza di molte infrastrutture traducibili in posti di lavoro e in consenso. Ciò che spera Luigi Di Maio, in definitiva, è che si concretizzi un’alleanza con la Lega ma con l’esclusione di Forza Italia, alla quale non sarebbe intenzionato a cedere posti di governo.

Un’ipotesi non facilmente percorribile, mentre Fratelli d’Italia ragiona sulle mosse da prendere: o inserirsi nel dialogo tra Lega e M5S con un ruolo critico o andare all’opposizione ma senza poter contare su grande visibilità.