M5S, chi li conosce li evita: a Roma e a Torino l’«effetto tsunami» non c’è

lunedì 5 marzo 12:30 - DI Marzio Dalla Casta

Chi li conosce li ha evitati. Esattamente come suggeriva lo slogan della campagna di prevenzione al tempo in cui imperversava il flagello dell’Aids. Parliamo della performance elettorale del M5S: arrembante ovunque, specie al Sud, tranne che in mezza Roma e in tutta Torino, guarda caso le due grandi città affidate alla cura (si fa per dire) di due pezzi da novanta dell’immaginario grillino, le sindache Virginia Raggi e Chiara Appendino.  È proprio così: i due luoghi simbolo del grillismo di governo – Campidoglio e Palazzo Civico – rischiano di proiettare un’ombra neppure tanto piccola sul successo di Di Maio. Niente che possa inficiarne il significato o le proporzioni, ma che sicuramente induce a qualche considerazione non scontata. Già, ci sarà pure un motivo se lo tsunami a Cinquestelle si è manifestato ovunque (o quasi) tranne laddove era atteso come  una meritata conferma. È presto per azzardare che il voto di Roma e di Torino anticipi su scala ridotta il giudizio che degli italiani ove mai dovessero godere (si fa per dire) degli effetti speciali di un ipotetico governo Di Maio. Ma ogni buon giorno si vede dal mattino e se sotto il Cupolone e sotto la Mole il responso è stato tutt’altro che lusinghiero per i Cinquestelle, nessuno ci toglie dalla testa che da quelle parti hanno votato come a mettere le mani avanti quasi a dire: “Un bis? No, grazie”. Si obietterà che nelle due città il mancato sfondamento elettorale del M5S è dovuto soprattutto alla tenuta dell’elettorato del Pd. Èd è vero. Ma questo non sposta di una virgola i termini della questione. Anzi, Di Maio o chi per lui dovrebbe spiegarci perché il partito di Renzi è in liquidazione ovunque tranne che nelle due città governate dai grillini (a Torino il Pd è balzato addirittura al 36 per cento, il doppio della percentuale nazionale). Siamo sempre lì: parlare è assai più facile che fare, così come il promettere rispetto al mantenere. Romani e torinesi ce lo hanno solo voluto ricordare.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Ferruccio Silvano Bravi 5 marzo 2018

    D’accordo con Pino

  • morgawr82@hotmail.com 5 marzo 2018

    Avete dato una notizia falsa.
    “l Movimento 5 Stelle conferma il trend in atto a Roma dal 2016, quando ha conquistato il Campidoglio con Virginia Raggi, e a scrutinio quasi terminato si conferma il primo partito in città con punte fino al 38% nella circoscrizione che comprende la zona di Ostia e del litorale.”

  • Fujsun2@gmail.com 5 marzo 2018

    NO EURO NO EUROPA,
    NO LADRI DI STATO,
    NO MASSONI & COMUNISTI

    • fm.mirabile@libero.it 6 marzo 2018

      Certo! No a tutti tranne agli incompetenti, agli insolventi, ai falsificatori di firme.

  • Marino Brini 5 marzo 2018

    D’accordo con Roberto e Pino 1

  • robypersico62@gmail.com 5 marzo 2018

    Quest’articolo non fa che confermare ciò che vado sostenendo da anni: il M5S altro non è se non la brutta, anzi, bruttissima copia (se mai ve ne possa essere una bella…) del pd: sono pro-Europa, pro-immigrazione, pro-islam, pro-abolizione del contante (e, presto, anche della proprietà privata)… Siamo messi proprio bene…

    • Ferruccio Silvano Bravi 5 marzo 2018

      Pienamente d’accordo con Roberto

  • gdetoffoli@yahoo.it 5 marzo 2018

    Condivido pienamente il titolo, vengono votati solo dagli estremisti di sinistra, dal mondo degli occupatori abusivi di case, i sopravviventi di contributi comunali, extra di tutti i colori, i centri sociali ecc. Se ne accorgeranno quelli che se li troveranno davanti negli enti.