L’ultima figuraccia di De Magistris: vieta i capretti in vetrina, il Tar lo smentisce

giovedì 29 marzo 14:09 - di Redazione

La salsiccia sì, il maiale anche, la spigola pure, il capretto in vetrina, a Pasqua, no. Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, aveva deciso di adottare un provvedimento vegano per rispettare la sensibilità degli animalisti, ma il Tar Campania, dando accoglimento all’istanza cautelare avanzata dall’Aicast in rappresentanza delle macellerie di Napoli, ha sospeso l’efficacia dell’atto emanato la scorsa settimana da Palazzo San Giacomo. La Pasqua, quindi, sarà normale, con la tradizionale esposizione di agnelli e capretti in vetrina anche nei negozi macelleria. L’associazione nazionale industria e commercio carni nei giorni scorsi aveva criticato l’ordinanza dell’assessore al Comune di Napoli Roberta Gaeta. Secondo il direttore generale di Assocarni François Tomei “l’ordinanza è stata emanata con il solo intento di promuovere le convinzioni personali di alcuni, che sono rispettabilissime, purché rimangano nell’alveo della propria vita privata”. Assocarni ricorda che «il 93% degli italiani consuma abitualmente carne e quella ovina in particolare in occasione della Pasqua. Ricordiamo che la filiera ovina italiana, oltre a contribuire al mantenimento del territorio, ha un ruolo fondamentale nella produzione di formaggi e carni di alta qualità».

 

Commenti

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  • Gaetano Damonte 30 marzo 2018

    Premetto che non assumo carne ovina e pochissima carne in generale ma è una scelta personale. In realtà i napoletani, popolo meraviglioso (sono di Genova) dalle mille sfaccettature caratteriali sono divisi tra chi ha votato il compagno di merende al concime e coloro che non l’anno votato. I primo meritano il sindaco che hanno i secondi non meritano il sindaco che loro malgrado hanno.

  • 29 marzo 2018

    Il problema di questo “Tizio”…….. è il capretto nelle vetrine, è proprio vero che ogni popolo ha ciò che merita..