Di Maio tenta la carta democristiana: cita De Gasperi e la dottrina della Chiesa

domenica 11 marzo 12:12 - DI Mariano Folgori

Luigi Di Maio vuole a ogni costo rassicurare l’establishment interno e internazionale. Di qui il suo tentativo di giocare la carta democristiana. «”Politica vuol dire realizzare” diceva  Alcide De Gasperi, ed è a questo che tutte le forze politiche sono  state chiamate dai cittadini con il voto del 4 marzo. Più precisamente a realizzare quello che anche nella dottrina sociale della Chiesa  viene chiamato “bene comune”, che è ciò che noi in tutta la campagna  elettorale abbiamo indicato come “interesse dei cittadini”». Di Maio lo scrive sul “Blog delle stelle” strizzando l’occhio a vescovi e a vecchi apparati politici.

Sempre in versione democristiana, Di Maio lancia poi un “ecumenico” appello a tutti:  «In tutta la campagna elettorale e subito  dopo il voto ho detto che noi siamo disponibili al confronto con tutti
per far nascere il primo governo della Terza Repubblica, la Repubblica dei cittadini. Questa occasione non può essere persa. I cittadini ci  guardano e pretendono il massimo dalle persone che hanno eletto in  Parlamento. Tutto il Movimento 5 Stelle e io in prima persona, non  abbiamo alcuna intenzione di deluderli e faremo tutto il possibile per rispettare il mandato che ci hanno affidato. Mi auguro che tutte le  forze politiche abbiano coscienza delle aspettative degli italiani:  abbiamo bisogno di un governo al servizio della gente». In affetti, il reddito di cittadinanza assomiglia molto alla vecchia politica assistenzialista di marca democristiana. Con l’unica differenza che, fino a trent’anni fa, Lo Stato italiano si poteva ancora indebitare. Oggi l’assistenzialismo equivarrebbe invece al default.

Commenti

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  • gallo.sabino@libero.it 12 marzo 2018

    Bisogna riconoscere che gli italiani sono “buoni”, generalmente! E buoni cristiani sono sempre stati o tornano ad esserlo, ancora e “per fortuna” o generosità! Le ultime affermazioni di Di Maio sono state commoventi e suscitano affetto per lui,votatosi al sacrificio da solo . Nessuno può credere che abbia un grande desiderio di mettere su una grande e vecchia poltrona la parte più delicata del suo corpo. Ci sono desideri e posizioni migliori, più gradevoli. Tuttavia deve capire che chi vuol fare il capo del Governo deve accettarne il sacrificio! Neanche un Papa, per quanto umile, può rifiutare una poltrona molto usata e di colore “sempre uguale” e non scelto da chi deve usarla la prima volta. Ma un italiano buono, anche se “non costretto” dalla fede e sollecitato da una rigorosa gerarchia, deve sentire il dovere di esprimere la sua volenterosa azione, per migliorare la condizione di sofferenza del popolo italiano! Parole e sentimenti espressi anche da tanti altri politici, egualmente pronti allo stesso sacrificio ! Senza tener alcun conto dell‘eventuale premio della “santità politica”! Mai voluto da chi lo merita e quasi sempre dato dopo morte, quando non è rifiutabile ! Ma gli italiani, per quanto buoni, non vogliono dei “capi santi o capesante”. Non mettono in conto premi eterni , perché ritengono che sia già un premio sufficiente utilizzare al meglio una poltrona scomoda, senza romperla frequentemente. Perché la sua riparazione è sempre molto costosa ! Gli italiani più fedeli sarebbero già molto felici, se l’infelice occupante sapesse come sedersi, per non cadere prima di aver fatto tutto il bene necessario al popolo. Affettuosi auguri a tutti i fedeli italiani ed a chi si “vota al sacrificio”. Senza distinzione di fede…politica !

  • giorgio.conti@unipr.it 12 marzo 2018

    e meno male che Giggino DM l’ha capito che il reddito di cittadinanza equivale alla crescita esponenziale del debito pubblico.

  • turamarco@yahoo.it 12 marzo 2018

    Non abbiamo ancora capito che pesce è

    • 3nzosk@gmail.com 12 marzo 2018

      Un altro opportunista che specula sulla disperazione di molti cittadini.

    • arnaldoresse@gmail.com 12 marzo 2018

      Un pesce…..lesso…..senza sapore e, peggio amcora, ” senza sapere “….!

  • Caporaletti.pietro@sfr.fr 12 marzo 2018

    Bravo Carlo Buzzi

  • Giuseppe Forconi 12 marzo 2018

    Giusto, e appena fatto, controlleremo che le buche non siano solo delle toppe ma un completo manto stradale, quindi applaudiremo il suo lavoro ed il suo ritiro da sindaco.

  • isforpe@hotmail.com 12 marzo 2018

    OGGI ho RIPETUTO una possibile e poco strana scommessa, facendo il nome del successore del pur bravo Marco Minnitti…. il quale si turerà il naso, come si usava dire, ma dovrò lasciare il posto a MATTEO SALVINI – prossimo MINISTRO DELL’INTERNO, oltre che vice primo ministro o VICE PREMIER. Con la MEGA maggioranza che ha, il 5 Stelle (forse 11 milioni di voti, cioè di cittadini italiani) non starebbe mai fuori dal Governo (Mattarella non lo permetterebbe) e vedere Salvini con Renzi sarebbe una vera offesa al buon senso. I vittoriosi grillini sono vogliosi di “misurarsi” al Governo e ben sapendo che da soli non potrebbero agire, saranno ben propensi ad un accordo molto “onorevole” per tutti e con obiettivi che si possono cogliere strada facendo, quando crescerà la fiducia reciproca. Sul lavoro ho imparato un serio principio: SE CI SCAMBIAMO 1 SOLDO, OGNUNO DEI NOI RIMANE CON 1 SOLDO, MA SE CI SCAMBIAMO 1 IDEA OGNUNO DI NOI NE AVRA’ 2.

  • carlo.buzzi@gmail.com 11 marzo 2018

    Di Mario non e degno di nominare un grande statista e homo politico come Alcide de Gasperi che dopo la guerra ha risollevato l Italia mezza bombardata di Mario incominci ad aiutare la raggi a chiudere tutte le buche nelle strade di Roma