Di Maio tenta la carta democristiana: cita De Gasperi e la dottrina della Chiesa

Luigi Di Maio vuole a ogni costo rassicurare l’establishment interno e internazionale. Di qui il suo tentativo di giocare la carta democristiana. «”Politica vuol dire realizzare” diceva  Alcide De Gasperi, ed è a questo che tutte le forze politiche sono  state chiamate dai cittadini con il voto del 4 marzo. Più precisamente a realizzare quello che anche nella dottrina sociale della Chiesa  viene chiamato “bene comune”, che è ciò che noi in tutta la campagna  elettorale abbiamo indicato come “interesse dei cittadini”». Di Maio lo scrive sul “Blog delle stelle” strizzando l’occhio a vescovi e a vecchi apparati politici.

Sempre in versione democristiana, Di Maio lancia poi un “ecumenico” appello a tutti:  «In tutta la campagna elettorale e subito  dopo il voto ho detto che noi siamo disponibili al confronto con tutti
per far nascere il primo governo della Terza Repubblica, la Repubblica dei cittadini. Questa occasione non può essere persa. I cittadini ci  guardano e pretendono il massimo dalle persone che hanno eletto in  Parlamento. Tutto il Movimento 5 Stelle e io in prima persona, non  abbiamo alcuna intenzione di deluderli e faremo tutto il possibile per rispettare il mandato che ci hanno affidato. Mi auguro che tutte le  forze politiche abbiano coscienza delle aspettative degli italiani:  abbiamo bisogno di un governo al servizio della gente». In affetti, il reddito di cittadinanza assomiglia molto alla vecchia politica assistenzialista di marca democristiana. Con l’unica differenza che, fino a trent’anni fa, Lo Stato italiano si poteva ancora indebitare. Oggi l’assistenzialismo equivarrebbe invece al default.