Lui pestato, lei stuprata. E prima dell’orrore, la frase choc: «In hotel eravate al sicuro»

L’unica certezza nel buio dell’orrore che avvolge la vicenda che ha travolto le vite di due giovani milanesi, finiti nella morsa violenta del sudamericano David Freilin Villa Lopez, è che il carnefice di turno ha infierito con ostentata crudeltà sulle sue vittime: il 22enne milanese selvaggiamente pestato e rapinato, e la sua fidanzata 19enne, stuprata sotto gli occhi del ragazzo e, durante le violenze, addirittura vilipesa con frasi assurde e considerazioni sconnesse che all’orrore hanno aggiunto l’umiliazione della derisione di quell’orrore, e proprio negli stessi istanti in cui le veniva inflitto.

Orrore a Milano, quella frase choc durante lo stupro

Via via che passano le ore da quella terribile notte di lunedì sera, quando il 24enne colombiano ha rapinato la coppia di studenti che si era appartata in una strada isolata, al confine con i campi verso Opera, e poi abusato della ragazza, la ricostruzione dei fatti sembra aumentare – se possibile – l’incubo vissuto dai due giovani e l’indignazione per la violenza da loro subita, nei corpi e nelle coscienze, turbate per sempre dalla ferocia delle aggressioni e dalla gratuità delle umiliazioni subite in quella terribile ora e mezza di sequestro e di abusi fisici e psicologici. Come ricostruito in queste da il Giornale che riferisce sull’indagine affidata al pm Luca Gaglio, titolare del caso assieme all’aggiunto Maria Letizia Mannella, è stata richiesta la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere per il pericolo che il clandestino sudamericano possa fuggire in Colombia, scampando alle responsabilità che lo  inchiodano. Gravi responsabilità a cui ora, apprendiamo dall’esaustivo servizio postato dal sito del quotidiano milanese diretto da Alessandro Sallusti, si aggiungono anche «particolari inquietanti» emersi dalle testimonianze delle due vittime «su quel lasso di tempo dalla 21.40 alle 23 in cui la coppia è rimasti in balia del malvivente».

Inquietanti particolari emersi dal racconto delle vittime

Un’ora e mezza che ha cambiato per sempre la vita dei due giovani. Un’ora e mezza di orrore infinito. Un’ora e mezza in cui, come riporta il Giornale online in queste ore, «Villa Lopez, prima di far scendere la coppia dall’auto per picchiare lui e violentare lei, ha chiesto più volte al giovane come mai avesse portato la sua fidanzata in un posto tanto isolato, invece di condurla in un albergo dove, implicitamente, a suo parere sarebbe stata più sicura». Provocazioni. Violenze psicologiche. Scherno con cui farsi beffa del terrore e dello choc che in quei momenti i due ragazzi stavano provando. Pietrificati dalla paura di ciò che stava loro capitando, e dall’angoscia di non sapere come sarebbe andata a finire, e al tempo stesso sferzati da quelli affronti verbali che non facevano altro che sottolineare la brutalità che stavano subendo: e su tutti i fronti. «Io faccio sempre così, spendo anche 50 euro, ma così le donne si ricordano di me», sembra abbia aggiunto  quello che l’articolo de il Giornale definisce sprezzantemente il «romanticone», che in base a quanto riferito nello stesso articolo citato a stretto giro, si sarebbe «mostrato impressionato della scelta del giovane, come se si trattasse di una sorta di mancanza di rispetto nei confronti della sua donna. «A mia sorella una volta è successa una cosa del genere e ne è quasi morta…». Uno sproloquio delirante, quello di Villa Lopez, interrotto solo dalla duplice aggressione fisica: dal pestaggio di lui. Dallo stupro di lei. Dalla brutalità subita da entrambi nel buio di una notte interminabile.