Londra riprecipita l’Europa nella Guerra Fredda: nel ’71 espulse 90 spie

Un’operazione da Guerra Fredda. La Gran Bretagna espelle 23 diplomatici russi, “identificati come ufficiali dell’intelligence sotto copertura” con un provvedimento che riporta indietro le lancette di quasi mezzo secolo. La decisione di Londra, in risposta all’avvelenamento dell’ex spia russa Sergei Kripal e di sua figlia Yulia avvenuto a Sainsbury, per impatto è paragonabile a quella che venne adottata nel 1971. Allora, vennero espulsi 90 dei quasi 550 diplomatici sovietici che si trovavano nel Regno Unito e ad altri 15, in quel momento non presenti nel Regno Unito, venne impedito il rientro. In totale, venne colpito quasi il 20% della diplomazia dell’ex Urss. Le 23 espulsioni annunciate oggi dal premier Theresa May colpiscono un contingente formato complessivamente da 59 persone. Nel 2006, dopo la morte per avvelenamento dell’ex spia del Kgb Alexander Litvinenko, la Gran Bretagna espulse 4 diplomatici russi. Il provvedimento odierno è maturato nel giro di 48 ore. Lunedì, May aveva chiesto esplicite e rapide spiegazioni all’ambasciatore russo, chiamato a fornire risposte sull’attacco compiuto a Sainsbury.

“Dalla Russia non è arrivata alcuna spiegazione credibile, ma il completo disprezzo verso la gravità degli eventi”, ha detto il primo ministro oggi alla Camera dei Comuni. La raffica di espulsioni formalizzata 47 anni fa, invece, maturò al termine di mesi di indagini e dopo la diserzione di un elemento di spicco del Kgb, inserito nell’ambasciata sovietica a Londra, che si trasformò in una fonte determinante. Venne smantellata una rete capillare, che comprendeva anche elementi inseriti nel tessuto economico. Già nel 1968 il Foreign Office evidenziava ”il continuo aumento” del personale non direttamente impiegato nell’ambasciata sovietica ma collegato alla rappresentanza diplomatica: “Il totale ora è di 550 persone, un numero più alto rispetto a quello impiegato in qualsiasi altro Paese, compresi gli Stati Uniti”. Una gigantesca macchina che pianificava “progetti per l’infiltrazione di agenti con l’obiettivo di un sabotaggio”.