L’Italia ancora in cima alla lista dei disoccupati nell’Unione europea

“Pur in presenza di un calo del tasso di disoccupazione all’11,2% nel 2017, l’Italia rimane in cima alla classifica dei Paesi Ue col più alto numero di disoccupati”. Ad affermarlo in una nota è il presidente del Codacons Carlo Rienzi ricordando “non solo che l’Italia risulta essere il terzo Paese d’Europa con il tasso di disoccupazione più elevato, ma che di questo passo, per tornare ai livelli occupazionali pre-crisi, ci vorranno almeno altri 10 anni”. Peggio di noi, sottolinea Rienzi, “fanno solo Grecia e Spagna, con un tasso di disoccupazione rispettivamente del 20,9% e del 16,3%. Sul fronte del lavoro il nostro Paese è lontanissimo dalla Germania dove la disoccupazione si ferma al 3,6%, e da nazioni virtuose quali Repubblica Ceca (2,4%) e Malta (3,5%)”. Di questo passo, conclude il presidente dell’associazione dei consumatori, “per tornare ai livelli occupazionali pre-crisi, all’Italia serviranno almeno altri 10 anni, considerato che rispetto al 2007 nell’ultimo trimestre del 2017 si registrano 1.408.000 disoccupati in più”. Per il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati Fabio Rampelli ”che lo scenario economico europeo sia in graduale miglioramento non è una novità. Il problema è che l’Italia è appena sfiorata da questa spirale positiva, in misura molto minore degli altri Stati europei. I dati Istat, nonostante il coro plaudente, lo dimostrano. L’occupazione aumenta ma solo quella a tempo determinato”. “C’è un incremento – aggiunge – dell’occupazione giovanile e un preoccupante aumento della disoccupazione over 50. I primi – i giovani – non possono comunque mettere su famiglia e avere una prospettiva di stabilizzazione, gli over 50 che hanno già famiglia hanno difficoltà a ricollocarsi e quindi a dare da mangiare ai figli”. “L’occupazione sale al Nord mentre il Sud d’Italia prosegue l’inarrestabile declino. La clusterizzazione dei dati per aree geografiche – conclude – dimostra una sola cosa: si leggono e si commentano favorevolmente solo i dati che fanno più comodo. Nonostante la campagna elettorale sia finita”.