L’ira di Berlusconi: la scelta di Salvini al Senato rompe la coalizione

La giornata d’esordio della XVIII legislatura era cominciata con il murales del bacio tra Salvini e Di Maio e si va concludendo con uno strappo clamoroso tra Silvio Berlusconi e il leader leghista. Il leader di Forza Italia non ha gradito la mossa salviniana che ha lanciato in pista Anna Maria Bernini per la presidenza del Senato e ha reagito con durezza, convocando i vertici del partito e diffondendo una nota dai toni secchi: quello della Lega è un atto di ostilità che rompe la coalizione e smaschera il progetto di governo tra Lega e M5S. Fin dal mattino infatti Forza Italia aveva tenuto duro sul nome di Paolo Romani, candidato ritenuto irricevibile dai Cinquestelle. E la svolta impressa da Salvini, che ha fatto convergere alla seconda votazione al Senato i voti leghisti su Anna Maria Bernini è apparsa al leader di FI come un tradimento, benché Salvini abbia detto ai cronisti che aveva informato il capo degli azzurri.

Renato Brunetta rincara la dose: ”La decisione della Lega – non concordata con gli alleati di centrodestra, di votare strumentalmente la collega Bernini al Senato, contravvenendo così agli accordi raggiunti nella giornata di ieri – rappresenta una provocazione che mette seriamente a rischio la tenuta della coalizione. Un comportamento assurdo, che Salvini dovrà spiegare in primo luogo agli elettori di centrodestra”. “Ci siamo presentati alle elezioni uniti, con programmi condivisi, con medesimi valori e con patti chiari. Se la Lega vuole distruggere tutto e fare un governo con il Movimento 5 Stelle – conclude Brunetta – lo dica subito e se ne assuma la responsabilità. Basta prese in giro, basta giochetti di Palazzo intollerabili”. Una reazione alla quale Giancarlo Giorgetti, numero due della Lega, replica osservando che i voti a Bernini sono stati un favore a Berlusconi.

A Fratelli d’Italia spetta ancora una volta il difficile compito di tentare una mediazione tra FI e Carroccio: “Quella di Salvini – commenta Ignazio La Russa – è una boutade, una mossa per rompere l’impasse e insieme confermare l’intenzione di restare su un candidato Fi. Sta a Berlusconi trovare il colpo magico per sventare chi tenta di divaricare il centrodestra. Noi non immaginiamo nemmeno che possa esserci una rottura nel centrodestra”. Giorgia Meloni ribadisce che FdI sta lavorando per l’unità del centrodestra e Fabio Rampelli aggiunge: “Seguiamo con attenzione quello che avviene nel centrodestra e continuiamo a lavorare per la sua compattezza, perché riteniamo che sia l’unico elemento di stabilità e di sicurezza che si può dare all’Italia in questo momento”.