L’insospettabile “Unabomber” texano: un «ragazzo tranquillo» di Austin

Si chiamava Mark A. Conditt, aveva 23 anni ed abitava a Pflugerville, sobborgo di Austin, il sospetto “serial bomber” che si è fatto esplodere per sfuggire alla cattura. Lo hanno reso noto le autorità texane, mentre stanno cercando di ricostruire il profilo e le motivazioni di questo giovane, bianco, sospettato di aver inviato i pacchi bomba che nelle scorse settimane hanno provocato due morti e quattro feriti nella capitale del Texas.

L’«Unabomber» del Texas morto in una esplosione

Inizialmente non era chiaro se il ragazzo, ribattezzato in Italia “Unabomber”, si fosse fatto esplodere o se fosse stato colpito dalla polizia, che aveva sparato diversi colpi. Successivamente è stato chiarito che è morto mentre gli agenti stavano per arrestarlo, facendo esplodere un ordigno. A riferirlo è stato lo stesso capo della polizia della città, Brian Manley, nel corso di una conferenza stampa. Il sospetto, ha detto Manley, era stato identificato nel corso delle ultime 24 ore in base alle prove raccolte dopo che aveva inviato un ennesimo pacco bomba da un ufficio FedEx della zona di Austin. La capitale del Texas a partire dal 2 marzo è stata teatro di una serie di attentati esplosivi che hanno causato due morti e quattro feriti.

Incastrato dall’ultimo pacco bomba

Un giornale locale di Austin riporta alcune interviste ai vicini che descrivono Conditt, che da piccolo giocava con i loro figli, come un ragazzo tranquillo con una bella famiglia. Conditt non era andato a scuola, i genitori avevano scelto l’home-schooling fino al conseguimento del diploma superiore nel 2013, come si legge sulla sua pagina Facebook della madre che seguiva anche l’istruzione a casa degli altri 3 fratelli. Dopo il diploma al community college, Conditt aveva iniziato a lavorare per una ditta di Austin, la Crux Semiconductor. Dallo scorso anno viveva in una casa, sempre a Pflugerville, acquistata e ristrutturata con il padre.