L’inciucio incombe e Grillo ammette: «Io, come una prostituta senza marciapiedi»

lunedì 19 marzo 9:52 - di Ginevra Sorrentino

Grillo all’angolo: dopo i vaffa e gli appelli a una “verginità parlamentare” ormai peduta e mentre l’inciucio dei suoi incombe, il fondatore del movimento ammette: «Mi sento come una prostituta in una città rimasta senza marciapiedi»…Torna a farsi sentire, l’ex comico genovese, ma non può mandare a quel paese nessuno perché la nuova linea del movimento da lui fondato è quella dell’ecumenismo dialogante che, fuor di metafora, potrebbe alludere all’inciucio, che pure il padre nobile pentastellato rinnega, ma a cui il buon Di Maio ha già dato l’avvio inaugurando con i casi di Rimborsopoli – e con gli esponenti grillini coinvolti, candidati ed eletti – e proseguendo con la ricerca di un alleato possibile per la formazione del governo, il nuovo corso dell’adeguamento parlamentare a usi e costumi inestirpabili. Ma predicare bene e razzolare male attiene evidentemente anche ai movimentisti più duri e puri, e come potrebbe allora il loro leader in pectore non dichiarare quanto appena enunciato, secondo cui: «Non assisterete a una mutazione genetica del movimento. L’epoca del vaffa è finita, ma quella degli inciuci non comincerà»???

La brusca “sterzata” di Grillo: ecco la nuova sfida del movimento?

Una sterzata brusca e decisamente non in linea con il percorso avviato da Di Maio, quella tentata dall’ex comico genovese, che dopo aver preso le distanze virtuali dal blog torna a parlare e, intervistato da Repubblica, fa sapere che «la sfida è cambiare il sistema culturale, il modo di pensare. Adesso – spiega – la responsabilità di tutti è dare all’Italia una visione per i prossimi vent’anni. Governare è affrontare il futuro con chi condivide una visione, non dividere le poltrone e poi scoprire di non avere una visione, tantomeno comune». Un appello dal vago sentore cerchiobottista che, se da un lato evoca l’inciucio possibile e l’apparentamento parlamentare («affrontare il futuro con chi condivide una visione dichiara Grillo» testualmente), dall’altro richiama quella verginità movimentista delle origini rinnegando quell’«apparentamento parlamentare» che invece Di Maio sta cercando a destra e sinistra dal minuto dopo la chiusura delle urne. Del resto, è lo stesso Grillo che sempre nell’intervista a Repubblica, chiosa sostenendo che, «la specie che sopravvive, anche in politica, non è la più forte, ma quella che si adatta meglio. Noi siamo un po’ democristiani, un po’ di destra, un po’ di sinistra, un po’ di centro. Possiamo adattarci a qualsiasi cosa. A patto che si affermino le nostre idee», sottolinea il fondatore del movimento.

Grillo disorientato dopo i vaffa e a un passo dall’inciucio M5S

Fino a concludere emblematicamente confermando un disorientamento ormai evidente: «Io non capisco più cosa è vero e cosa finto, se sono ancora il padre spirituale di un movimento oppure no. Non mollo, ma adesso un capo politico c’è e certe risposte deve darle lui», ribadisce ancora parlando del suo impegno e, al tempo stesso, delegando il suo erede napoletano. «Sono come una prostituta in una città senza marciapiedi: non so dove collocarmi», aggiunge, garantendo che «continuerò a essere la voce di chi fatica ad andare avanti e dei militanti che lottano per cambiare l’Italia, l’Europa e il mondo. E terrò gli occhi aperti su tutto, anche su di noi». Insomma, ma tr il vaffa e l’inciucio, Grillo svicola sul vale tutto. E il suo contrario…

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Carpino Vince 19 marzo 2018

    Ha pienamente ragione ma devono trovare una strada di collaborare almeno con coloro che condividono
    le loro idee pur si di risanare una nazione morta per causa del mal governare.