LeU, parte il processo a Grasso. Fratoianni: alcune figure non hanno funzionato

Di chi la colpa del flop di Liberi e Uguali? Nicola Fratoianni si è presentato dimissionario alla direzione di Sinistra italiana, uno dei tre soggetti che con Mdp e Possibile aveva dato vita a LeU ma la direzione le ha respinte. “Immaginare che la responsabilità di un risultato elettorale come quello di Liberi e Uguali sia di un singolo è un errore – osserva Fratoianni -Troverei sciocco dire che la colpa è stata di uno o di un altro, ma non c’è dubbio che la campagna elettorale è stata segnata dalla sovraesposizione di figure che hanno un linguaggio e una cultura politica che evidentemente non hanno funzionato, hanno contribuito a rendere meno efficace il progetto”. Ieri, dopo giorni di borbottii e di un velato ma diffuso scontento all’interno della lista, il segretario di Possibile Pippo Civati è uscito allo scoperto, dicendo che la campagna di comunicazione era stata completamente sbagliata e che il messaggio elettorale era stato affidato tutto a Grasso, D’Alema e Bersani, senza valorizzare i quarantenni e i volti nuovi della lista. “Non credo però che la colpa sia tutta di d’Alema o di Bersani ma questo ha influito come hanno influito i limiti oggettivi di tutti noi, me compreso. Io penso che sia necessario dare un segnale di investimento sulla continuità di un progetto che tuttavia ha bisogno di cambiare, di misurarsi con i propri errori. Il più grande errore – conclude Fratoianni – è stato parlare agli elettori in fuga dal Pd con un linguaggio del Pd prima di Renzi o non sufficientemente discontinuo, coraggioso. Oggi questa discontinuità va marcata”. Ora la lina da seguire secondo Fratoianni è ascoltare in Parlamento le proposte del Movimeneto 5 Stelle, “senza chiedere nulla, ma per far sì che un Governo parta”.