Lettera di Ratzinger “tagliata”, monsignor Viganò lascia l’incarico

mercoledì 21 marzo 15:49 - DI Redazione

Monsignor Dario Edoardo Viganò si è dimesso dall’incarico di prefetto della Segreteria per la Comunicazione del Vaticano. Papa Bergoglio ha infatti accettato la sua rinuncia. Era finito al centro delle polemiche per la versione diffusa in modo parziale, e poi pubblicata nella sua interezza, del messaggio del Papa emerito, Benedetto XVI in difesa di Papa Francesco. Il 12 marzo scorso, alla vigilia dei cinque anni di pontificato di Bergoglio, Viganò aveva presentato la lettera di Ratzinger a sostegno di Francesco, in occasione della presentazione della collana La teologia di Papa Francesco.

Ma la versione della missiva era risultata parziale. La lettera di Joseph Ratzinger presentava infatti alcune righe sfocate. Solo in un secondo momento, dopo tante polemiche, la Segreteria per la comunicazione aveva reso noto l’intero paragrafo nel quale Benedetto XVI criticava la scelta di inserire fra i teologi chiamati a commentare il pensiero di Francesco “il professor Hunermann”, teologo critico nei confronti di Giovanni Paolo II.

Papa Francesco ha specificato di aver accettato le dimissioni “non senza qualche fatica”. «A seguito dei nostri ultimi incontri e dopo aver a lungo riflettuto e attentamente ponderate le motivazioni della sua richiesta a compiere “un passo indietro” nella responsabilità diretta del dicastero per le comunicazioni – ha sottolineato il pontefice argentino – rispetto la sua decisione e accolgo, non senza qualche fatica, le dimissioni da prefetto». Bergoglio ha comunque chiesto a Viganò di restare all’interno del dicastero per la comunicazione come assessore per continuare il lavoro iniziato.

Ecco il testo integrale della lettera di Benedetto XVI

«Reverendissimo Monsignore, molte grazie per la sua cortese lettera del 12 gennaio e per l’allegato dono degli 11 piccoli volumi curati da Roberto Repole. Plaudo a questa iniziativa che vuole opporsi e reagire allo stolto pregiudizio per cui Papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica, mentre io sarei stato unicamente un teorico della teologia che poco avrebbe capito della vita concreta di un cristiano oggi. I piccoli volumi mostrano a ragione che Papa Francesco è un uomo di profonda formazione filosofica e teologica e aiutano perciò a vedere la continuità interiore tra i due pontificati, pur con tutte le differenze di stile e di temperamento. Tuttavia non mi sento di scrivere su di essi “una breve e densa pagina teologica”. In tutta la mia vita è sempre stato chiaro che avrei scritto e mi sarei espresso soltanto su libri che avevo anche veramente letto. Purtroppo anche solo per ragioni fisiche non sono in grado di leggere gli undici volumetti nel prossimo futuro, tanto più che mi attendono altri impegni che ho già assunti».

La parte “tagliata”

«Solo a margine vorrei annotare la mia sorpresa per il fatto che tra gli autori figuri anche il professore Hünermann, che durante il mio pontificato si è messo in luce per aver capeggiato iniziative anti-papali. Egli partecipò in misura rilevante al rilascio della ‘Kölner Erklärung’, che, in relazione all’enciclica “Veritatis splendor”, attaccò in modo virulento l’autorità magisteriale del Papa specialmente su questioni di teologia morale. Anche la “Europäische Theolongesellschaft”, che egli fondò, inizialmente da lui fu pensata come un’organizzazione in opposizione al magistero papale. In seguito, il sentire ecclesiale di molti teologi ha impedito questo orientamento, rendendo quell’organizzazione un normale strumento di incontro fra teologi. Sono certo che avrà comprensione per il mio diniego e La saluto cordialmente».

Commenti

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  • italagermana@hotmail.it 22 marzo 2018

    Prego Dio che ci conservi ancora a lungo, l’ultimo vero Papa.