Le parole di un poliziotto: «Paghiamo il prezzo di una democrazia a senso unico»

venerdì 2 marzo 12:56 - DI Adriana De Conto

«Cara figlia di un collega, ti ringrazio per la lettera che hai scritto in difesa delle forze dell’ordine. Ti ringrazio da ex appartenente della Polizia di Stato». Inizia con queste parole scritte col cuore più che con rabbia una lunga lettera di un ex agente alla figlia di un collega che giorni fa aveva commosso tutti per le sue parole sdegnate contro la maestra che furiosamente aveva gridato ai poliziotti “merde, dovete morire”. La lettera in cui l’uomo ora  ringrazia la figlia del collega è pervenuta alla redazione del Giornale, che l’ha diffusa. Ecco degli stralci significativi. «Le tue parole mi hanno fatto tornare indietro nel tempo, quando, dopo i mesi di corso ho giurato con allora Ministro dell’Interno Scalfaro fedeltà allo Stato e alla Patria. Avevo 19 anni e quel grido partito dal cuore, mi ha accompagnato fino ad circa 2 anni fa, anno in cui sono andato in pensione. In questi anni di servizio come hai descritto tu, la mia famiglia ha molte foto delle feste comandate dove io non ci sono, compleanni di mio figlio dove io non ci sono perché comandato di servizio».

«Paghiamo il prezzo di una democrazia a senso unico»

Una vita in costante pericolo di vita. Così prosegue la lettera del poliziotto ora in pensione: «Ho avuto un incidente con la Volante dove solo per miracolo non ci siamo ammazzati, più volte sono stato malmenato, deriso , offeso, offese estese anche alla famiglia parole irripetibili rivolte a madri sorelle ecc. ecc. Mi sono chiesto tantissime volte se tutto questo era giusto, se tutto questo era il prezzo da pagare perché indossavo una divisa. Ancora oggi non ho trovato una risposta. Vedere una maestra che insulta e minaccia i colleghi con una cattiveria inaudita mi ha fatto pensare che ormai non si parla più di democrazia ma di anarchia allo stato puro. Ognuno può esternare quello che pensa come vuole non curandosi del rispetto delle persone e delle istituzioni. Stiamo pagando il prezzo della troppa democrazia a senso unico».

«In piazza con il cuore in gola»

«Nessuno chiede mai cosa pensiamo noi poliziotti, noi non possiamo avere ne un pensiero e tanto meno possiamo esternarlo e sopratutto non possiamo esternare la nostra paura. Noi indossiamo una divisa e non possiamo criticare nessuno. E questa la chiamate democrazia. I nostri politici ci usano come meri esecutori di ordini – disposizioni. Anche noi abbiamo un cuore e nessuno ci ha insegnato ad estraniarci dalla realtà, con quel finto distacco istituzionale dalle cose. Noi siamo coinvolti sempre e comunque, ognuno con le proprie sensibilità e idee politiche. In piazza ci siamo noi con il cuore in gola dalla paura e nelle nostre case i nostri familiari durante le manifestazioni non guardano più i media per non morire di crepacuore». La lettera così si conclude: «Sai cosa ti dico cara figlia, quando tuo padre si allaccia gli anfibi, guardalo negli occhi stringilo forte, respira il suo respiro, digli che è la persona più importante, solo così lo potrai aiutare nei momenti di paura quando dovrà chiudere il casco e sperare di poter accarezzarti ancora».

Commenti

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  • maurocollavini@libero.it 5 marzo 2018

    In fando ritengo che, se siete presi alla berlina da malviventi e manifestanti violenti sia colpa sopratutto dei vs. capi, dei vs. generali, questori, magistrati, giudici etc. Dovrebbero essere loro a difendervi verso i politici, i sindaci, il ministro ed i sottosegretari. Dovrebbero essere loro a spingere per l’emanazione di leggi che rendano più utile e meno rischioso per voi il vostro lavoro. Speriamo comunque che il nuovo esecutivo non sia la continuazione del precedente, che vengano emesse leggi migliori e che cancellino alcuni obbrobri legali commessi dal precedente parlamento.

  • romano.m@email.it 4 marzo 2018

    Speriamo che oggi cambi il vento. Siamo stufi di questa sinistra che protegge solo i delinquenti e manda sotto processo le Forze dell’ordine. E’ ora che l’Italia apra gli occhi, diversamente cerco di vincere al lotto così me ne vado all’estero.

  • anto90milan@gmail.com 3 marzo 2018

    E notorio che la sinistra in generale non ha mai amato le divise,in modo particolare quelle delle forze dell’ordine,ricordo in particolare nei primi anni sessanta che volevano addirittura disarmarle

  • sangi_ma@tin.it 3 marzo 2018

    Per tre quarti di secolo la severità è stata confusa con la cattiveria, invece la severità è la virtù in base alla quale le leggi vanno rispettate e le Forze dell’Ordine usano la forza per imporre l’Ordine a quelli che non vogliono rispettarlo

  • giorgio.conti@unipr.it 3 marzo 2018

    parole sante e condivisibili, tanta solidarieta’ e da parte dello Stato e delle forze politiche, ora una politica responsabile e se necessario…….dura lex sed lex.

  • fausto.massaia@gmail.com 3 marzo 2018

    Quando incontro un poliziotto, un carabiniere o un soldato mi sento più tranquillo perché e una figura amica. Noi insegnamo ai nostri piccoli nipoti a non avere paura della divisa ma se si sentono minacciati di rivolgersi a persone in divisa di polizia o carabiniere.

    • anto90milan@gmail.com 3 marzo 2018

      Purtroppo credo che le famiglie pensino ad altro e a non educare i figli in un certo modo,ormai ho una certa eta’ e mi ricordo da bambino gli insegnamenti dei miei genitori, rispettare tutti e specialmente chi porta una divisa

  • cvetnich.vieri@libero.it 3 marzo 2018

    ….alle “loro malefatte”. Mi correggo.

  • davidepierco@tiscali.it 3 marzo 2018

    VOI POLIZIOTTI CHE STIMO MOLTISSIMO DOVETE FARE CORPO PER UNA VERA RIVOLTA VERSO QUESTO GOVERNO A SENSO UNICO CHE FAVIORISCE CHI E’ CRIMINALE E VI INSULTA, DOVETE RITROVARE L’ORGOGLIO DI DIRE NO IN MASSA E FRAGARVENE DELLO STIPENDIO E DELLA CARRIERA, SE SIETE UNITI NON POSSONO LICENZIARVI TUTTI…ESSERE UNITI O SARETE MAI RISPETTATI COME DOVETE ESSERE.

  • cvetnich.vieri@libero.it 3 marzo 2018

    Certo che un’alternativa sarebbe quella militare, ma poi i fancazzisti farebbero un gran baccano. Però chi governa preferisce il casino all’ordine, così la “gentucola” come me ha altri pensieri che non badare alle ore malefatte… Cioè, quarant’anni fa era lo stesso. Sveglia!
    Grazie alle forze dell’ordine.

  • gploi@tiscali.it 3 marzo 2018

    Mi piacerebbe sapere se quella maestra fosse minacciata da delinquenti e si trovasse in pericolo di vita a chi si rivolge per essere tutelata.
    Le forze dell’ordine ci tutelano, tutelano la nostra libertà e mettono a reppentaglio la loro vita per noi. Viva le forze dell’ordine.

  • ptammur@yahoo.it 3 marzo 2018

    Spero che dopodomani avremo un ministro degli interni degno di questo compito

  • enzoclerico@libero.it 3 marzo 2018

    I benpensanti di sinistra si vergognino e smettano di vomitare sentenze accusatorie contro le forze dell’ordine. E certi PM la smettano con i processi farsa che cercano prove inesistenti su presunti pestaggi ai delinquenti comuni che infestano il paese. I comunisti, invece di cercare consensi ad ogni costo, cerchino la strada del BUON SENSO. Se questa parola non l’hanno tolta dal loro vocabolario.

  • cardi.f@web.de 3 marzo 2018

    Pagate soprattutto il prezzo del vostro servilismo al potere! Se i cittadini protestano per l’apertura dell’ennesimo centro di accoglienza, i politici sinistronzi vi mandano a manganellare la gente per bene, che teme per la propria sicurezza, e voi lo fate pure. Quando i centri asociali mettono a ferro e fuoco le città, vi ordinano di “contenere” e lasciarvi prendere a calcinkulo, e voi lo fate. Poi andate pure in servizio di scorta per i politici, sinistronzi, che approvano la legge sulla tortura e vi danno del fascista… Vabbè essere cogl**ni, ma poi anche lamentarsi è un po’ troppo! ribellatevi, tromboni!

  • antonio.giannetti@hotmail.it 3 marzo 2018

    Inutile armare le forze dell’ordine, se chi delinque resta quasi sempre impunito.

  • simef@tiscali.it 3 marzo 2018

    i VERI SERVITORI DELLO STATO SONO CARABINIERI,POLIZIA,GUARDIA DI FINANZA.
    RISCHIANO SEMPRE IN PRIMA PERSONA E NON SONO ADEGUATAMENTE TUTELATI. E ORA DI CAMBIAMENTO

  • mariosmanca35@gmail.com 3 marzo 2018

    Rolando Possentini, la pena di morte è troppo lusso. I delinquenti non soffrono più. Occorre una vera Giustizia giusta, senza sconti di pena, senza buonismi e soprattutto oltremodo severa nei confronti dei delinquenti.
    Mario Salvatore Manca

  • paolograffigna@alice.it 3 marzo 2018

    Ma ormai bisognerebbe che l’esercito prendesse il potere in Italia….ci vorrebbe un governo militare con un nuovo Pinochet italiano!

  • 2 marzo 2018

    Italian-a bisogno della pena di morte, come tutti gli altri paesi moderni e emancipati

  • 2 marzo 2018

    100% Solidarietà con le forze dell’ordine!!!

  • fghajdk@csj.com 2 marzo 2018

    Subito una legge per tutelare legalmente ed economicamente gli appartenenti alle forze dell’ordine.
    Dotarli poi finalmente di strumenti e mezzi idonei. Inoltre consentire per legge l’uso delle armi se aggrediti.