Le Ong che aiutano i migranti: «L’aria in Italia è cambiata, per noi è difficile»

In Italia la situazione per chi cerca di aiutare i migranti in mare, talvolta favorendo l’attività degli scafisti e dei mercanti di extracomunitari, come svelato da alcune inchieste, inizia a cambiare rispetto al passato, dopo le elezioni. «La Guardia Costiera è passata da avere un certo atteggiamento ad averne un altro. Non so se le elezioni abbiano qualcosa a che vedere con questo, o se siano cambiate gli ordini o la dirigenza del corpo, ma quello che è sicuro è che si nota che tira un’altra aria», dice il fondatore della Ong spagnola ProActiva Open Arms, Oscar Camps, a margine di una conferenza stampa nella sede del Parlamento Europeo, a Bruxelles. «Di fatto – continua Camps – l’intervento dei libici, avallato dalla Guardia Costiera italiana, ci ha sorpreso molto. E che questo sia successo nel bel mezzo di un’operazione di soccorso ci ha sopreso, perché in genere queste cose si fanno in una riunione: ti convocano e ti spiegano che le cose cambieranno». Questa volta invece le cose sono andate diversamente e tre volontari dell’Ong sono indagati dalla magistratura italiana in seguito ad un’operazione di soccorso in mare avvenuta il 15 marzo scorso, a “73 miglia” dalle coste libiche, durante la quale i volontari si sono rifiutati, praticando la “resistenza passiva” secondo quanto ha spiegato Camps, di consegnare i migranti salvati in mare alla Guardia costiera libica. «Noi non disobbediamo mai agli ordini – ha aggiunto Camps – Fabrice Leggeri ha menzionato il codice di condotta, che però è un contratto non vincolante e che non sta sopra il codice internazionale del mare. Stiamo parlando di naufraghi, di gente che rischia di affogare se non si interviene. Non spetta a noi verificare se si tratta di migranti economici o di rifugiati, se hanno diritto all’assistenza medica o no». Queste, spiega, sono cose che si fanno a terra: spesso in Italia, ma non necessariamente.

Ma perché ritiene che gli italiani siano meno favorevoli di un tempo nei confronti di chi arriva dal mare? «Di certo – risponde Camps – l’Italia subisce una forte pressione migratoria, più del 60% della pressione migratoria, poi c’è la Grecia, circa al 25%, e la Spagna, che segue sempre più da vicino. La Spagna ha quadruplicato il numero di migranti: Fabrice Leggeri, il direttore di Frontex, ha comunicato oggi che la Spagna sta salendo in modo esponenziale nel numero degli arrivi. Questo significa – continua – che le politiche che si utilizzano per frenare l’immigrazione non funzionano. Una cosa è sicura, l’Italia soffre in grande solitudine questa pressione…».