La Turchia come l’Isis: con una scusa prende in ostaggio due militari greci

Nuovo capitolo della crisi Grecia-Turchia, due nazioni Nato, da sempre divise per varie ragioni geografiche e politiche. La Turchia stavolta ha nuovamente esagerato, dopo aver tentato di speronare la nave italiana dell’Eni nel più completo sienzio del nostro pavido governo, ora se la prende con i militari greci. Circa cinquemila persone hanno manifestato a Orestiada, cittadina nei pressi del confine con la Turchia, per chiedere il rilascio dei duLa Turchia come l’Isis: con una scusa prende in ostaggio due militari grecie militari greci detenuti dalle autorità di Ankara con l’accusa di spionaggio. I due militari sono stati arrestati il 1° marzo scorso poco oltre il confine tra i due Paesi. I due hanno raccontato di essersi persi mentre seguivano delle impronte sulla neve, probabilmente lasciate da clandestini, e di avere inavvertitamente attraversato la linea di confine. La scorsa settimana la Turchia li ha accusati di spionaggio militare. “Non ci può essere un Paese Nato che tiene in ostaggio i soldati di un altro Paese Nato”, ha affermato il sindaco di Orestiada, Vasilis Mavridis, intervistato dalla tv greca. La scorsa settimana Atene ha portato la vicenda degli arrestati all’attenzione dell’Unione europea, che come sempre se ne laverà le mani. I rapporti tra i due Paesi, tradizionalmente conflittuali, sono ulteriormente complicati dalla vicenda degli 8 militari turchi che hanno trovato rifugio in Grecia dopo il fallito golpe del luglio 2016.