La Siria respinge le fake dell’Onu: non permettiamo che l’Isis usi scudi umani

Il governo di Damasco ha contestato il 48esimo rapporto redatto dall’Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite Zeid Ra’ad al-Hussein sulla situazione in Siria, affermando che è ”falso, politicizzato e ignora i crimini commessi dai terroristi e dalla coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti contro la popolazione siriana”. Intervistato dalla televisione di Stato siriana, il vice ministro degli Esteri Ayman Sousan ha affermato che ”l’ultima campagna mediatica e politica dell’Occidente contro la Siria ha come scopo quello di proteggere i terroristi di fronte ai progressi raggiunti dall’esercito siriano nella Ghouta orientale”. Sousan ha poi aggiunto che sono ”fuorilegge” coloro che puntano le armi contro lo Stato siriano e che ”i gruppi terroristi nella Ghouta orientale hanno sparato circa 2.300 razzi e colpi di mortaio, uccidendo e ferendo civili, causando danni materiali”. Il diplomatico siriano ha aggiunto che ”i Paesi occidentali piangono lacrime di coccodrillo” e che ”il governo siriano sta cercando di liberare le famiglie della Ghouta orientale dei terroristi”. Damasco, ha concluso, ”non accetterà che i terroristi tengano in ostaggio i civili e li usino come scudi umani”. Intanto si apprende che almeno 36 militanti filo Assad sono stati uccisi in raid aerei sferrati oggi dai caccia turchi nella regione di Afrin, nella Siria nordoccidentale. Si tratta del terzo raid aereo che ha colpito la zona di Kafr Janna in meno di 48 ore, hanno spiegato gli attivisti. Dal 20 gennaio è in corso ad Afrin un’offensiva militare lanciata dalle Forze Armate turche con l’obiettivo dichiarato di eliminare la minaccia posta dal sedicente Stato Islamico e dai militanti delle Unità di protezione del popolo curdo (Ypg).