La scheda non va messa nell’urna, c’è il tagliando antifrode. E chi sbaglia…

Domenica, dopo aver votato, non sarà più l’elettore a inserire la scheda nell’urna ma dovrà consegnarla al presidente del seggio, che penserà a infilarla nell’urna. Le schede elettorali, di carta consistente, saranno fornite a cura del ministero dell’Interno e per la prima volta saranno dotate di un tagliando antifrode con un codice progressivo alfanumerico generato in serie. Si tratta di una delle novità introdotte dal Rosatellum, la nuova legge elettorale, con la quale si vota per rinnovare i seggi del Parlamento. Una volta che l’elettore avrà votato e restituito la scheda ripiegata al presidente del seggio, il tagliando sarà staccato e conservato dagli scrutatori, che controlleranno se il numero del tagliando è lo stesso di quello annotato prima della consegna della scheda all’elettore. Solo dopo tale controllo, il presidente del seggio inserirà la scheda nell’urna.

Dal tagliando antifrode
alla possibilità di rivotare

Sono tante le domande che molti elettori si stanno ponendo. Tra queste spicca quella che anche i più distratti devono essersi fatti almeno una volta: se sbaglio a votare, posso esprimere nuovamente il voto? Secondo la più recente giurisprudenza sì, è possibile rivotare. Se l’elettore si rende conto di aver sbagliato nel votare, può chiedere al presidente del seggio di sostituire la scheda stessa, potendo esprimere nuovamente il proprio voto. A tal fine, il presidente gli consegnerà una nuova scheda, inserendo quella sostituita tra le “schede deteriorate”.