La prof antifascista che insulta i poliziotti ha una discepola “boldriniana”

“La sceglierei per educare i miei figli, certo, non una ma mille volte…”. La dichiarazione di sostegno alla professoressa torinese che al corteo antifascista aveva insultato i poliziotti, dandogli delle merde, si chiama  Antonella Giosa, è vicepresidente dell’Arcigay Basilicata ed esponente lucana di Liberi e Uguali. Una seguace di Piero Grasso e Laura Boldrini, dunque, non a caso entrambi molto tipiedi sulla solidarietà ai poliziotti dopo l’episodio che vide protagonista la prof Lavinia Flavia Cassaro.

La signorina Antonella Giosa, organizzatrice del primo “Gay Pride” in Basilicata, fa un paragone tra i fatti di Torino e quelli di Genova, del G8.  “Scelgo la maestra di Torino, non una volta ma mille volte. Forte con i deboli e debole con i forti. Sceglierei lei come maestra per i miei figli, di certo non sceglierei i macellai della Diaz”.  Non mancano, ovviamente, i commenti favorevoli a questa idiozia scritta su Facebook, ma anche chi la critica e le fa notare che prendersela con i poliziotti che sono in strada a garantire l’ordine pubblico, è un atto vigliacco e incomprensibile che la stessa prof, però, ha rivendicato in diverse interviste.

«Quella di chi protegge i fascisti. Loro sono il braccio armato di un sistema fascista o connivente con il fascismo. Non ce l’ho con il poliziotto. Cosa mi cambia se lui muore? Io vorrei che il poliziotto esistesse per tutelare i cittadini, non per reprimere», aveva detto, per la gioia della sua discepola lucana, al Corriere della Sera.