La Meloni chiude le porte all’inciucio: «Noi al governo solo con il centrodestra»

In giornate di pettegolezzi, inciuci e cacce alle streghe su fantasmagoriche alleanze, Giorgia Meloni esce dal porto delle nebbie della politica nazionale con una dichiarazione che fa chiarezza in maniera categorica: «Una cosa è certa: Fratelli d’Italia, con i suoi 50 parlamentari eletti, ribadisce l’impegno preso con gli elettori. Non siamo disponibili a governi diversi da quello di centrodestra. Ben venga il sostegno esterno di chi voglia condividere le priorità del centrodestra: riduzione delle tasse, contrasto all’immigrazione clandestina, maggiore sicurezza, aiuto agli italiani in difficoltà», scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia. Secondo la Meloni, quanto accade in questi giorni nel retrobottega della politica nazionale era abbondantemente prevedibile: «Una pessima legge elettorale – constata inoltre la leder di Fdi – ha prodotto un Parlamento nel quale non c’è una chiara maggioranza di governo. Era tutto facilmente prevedibile. Per questo Fratelli d’Italia aveva chiesto che fosse previsto un premio di maggioranza per la coalizione che fosse arrivata prima. Non ci hanno ascoltato e il risultato è questa situazione confusa».

Sulla stessa linea anche Forza Italia, che però apre al dialogo sulla nomina dei presidenti di garanzia: «Il centrodestra ha vinto le elezioni ed è l’unica forza politica con un programma, approvato col 37% dei consensi, che mettiamo al centro del dibattito», sottolinea il capogruppo uscente di Fi alla Camera, Renato Brunetta in un’intervista a ”Avvenire” con la quale apre il dialogo a tutto campo, ”non solo Pd, anche M5S. E se si parte dai programmi, più che dalle formule, si scopre che ci sono molte più cose che uniscono”. Il Def, auspica, ”da problema può diventare opportunità”. Ma un nuovo governo è ancora lontano. «Certamente, ma all’insediamento delle Camere queste già svolgono una funzione di indirizzo e il Def può diventare incubatore della maggioranza. Il centrodestra non avendo i numeri per fare da solo si pone a centrocampo, e dice: “questo è il nostro programma. Discutiamo”». A partire da quali punti? «Innanzitutto la crescita. Ma per far ripartire il Paese occorre ridurre le tasse. Quindi, la flat tax. Poi la sicurezza: basta sbarchi e clandestini. Dopodiché, Confindustria e sindacati hanno raggiunto un accordo per nuove relazioni industriali. Che ora va accompagnato con misure adeguate. Siamo per il dialogo
sociale, a differenza di Renzi, e vediamo grandi spazi per intervenire», conclude Brunetta.