La Kyenge e Balotelli: due cuori, una capanna. Uniti nella lotta a Iwobi

Persino Mario Balotelli ha un avvocato difensore, disposto a difendere l’indifendibile calciatore ora del Nizza. Indovinate chi è che, arrampicandosi sugli specchi della propria faziosità, cerca di giustificare il calciatore autore di un commento irricevibile sul neo eletto nella Lega Toni Iwobi? È Cecile Kyenge. E come ti sbagli. Quando c’è da spargere veleni sulla Lega  e Salvini, la Kyenge non guarda in faccia nessuno, neanche un curriculum esemplare come quello di Iwobi. «Mario Balotelli non ha attaccato Toni Iwobi.  Si è indignato, questo sì, probabilmente della contraddizione che emerge da questo fatto in generale». La contraddizione è solo nella testa della Kyenge e dei tanti che, pur di attaccare pregiudizialmente la Lega sempre e purchessia, ora difendono Balotelli dopo averlo massacrato sempre per le sue intemperanze multiple. Le parole contro Iwobi e la Lega usate da Balotelli naturalmente piacciono perché possono  essere strumentalizzate politicamente. E infatti la Kyenge pur essendo stata la prima ministro di colore della storia delle Repubblica, si getta a capofitto nella difesa del calciatore da tutti spennacchiato, contro Iwobi.

C’è un evidente cortocircuito: l’elezione di Iwobi nella pattuglia di Salvini ha ribaltato il falso teorema della sinistra, cioè quello di una destra xenofoba e odiatrice delle persone di colore. Il “bau bau” non è più tale e questo manda in tilt prima di tutto lei: il segnale a favore di un’Italia dell’inclusione lo ha dato Salvini e non la sinistra. E questo non va giù, toglie la parola e allora la Kyenge usa ragionamenti velenosi. La Kyenge non riesce a felicitarsi dell’arrivo in Parlamento del primo esponente di colore. Lo liquida in due parole e aggiunge: «Che Toni Iwobi provenga dalla Lega è un problema per lui stesso e non per me. Deve essere stato molto coraggioso e devoto nel sentire i suoi leader esprimersi nel modo in cui lo fanno contro gli immigrati. Anche lui si è spesso mostrato perfettamente allineato sulla loro linea d’esclusione. Spero che il suo nuovo status di senatore lo porterà ad esprimersi sul tema immigrazione con cognizione di causa. Che la Lega sia un partito razzista non ci piove. Non è che adesso che hanno espresso un senatore d’origine africana hanno smesso di essere un partito xenofobo. La loro affermazione nelle urne è molto preoccupante per la tenuta democratica e per la coesione sociale nel Paese». Va ricordato che Iwobi, che milita nelle file del partito fondato da Umberto Bossi da ben 25 anni, ha una posizione molto dura contro l’immigrazione clandestina. Molto  distante dalla linea tenuta dalla Kyenge, una delle responsabili, con la Boldrini dell’invasione progressiva che stiamo subendo.