La Kyenge e Balotelli: due cuori, una capanna. Uniti nella lotta a Iwobi

venerdì 9 marzo 15:52 - di Guglielmo Federici

Persino Mario Balotelli ha un avvocato difensore, disposto a difendere l’indifendibile calciatore ora del Nizza. Indovinate chi è che, arrampicandosi sugli specchi della propria faziosità, cerca di giustificare il calciatore autore di un commento irricevibile sul neo eletto nella Lega Toni Iwobi? È Cecile Kyenge. E come ti sbagli. Quando c’è da spargere veleni sulla Lega  e Salvini, la Kyenge non guarda in faccia nessuno, neanche un curriculum esemplare come quello di Iwobi. «Mario Balotelli non ha attaccato Toni Iwobi.  Si è indignato, questo sì, probabilmente della contraddizione che emerge da questo fatto in generale». La contraddizione è solo nella testa della Kyenge e dei tanti che, pur di attaccare pregiudizialmente la Lega sempre e purchessia, ora difendono Balotelli dopo averlo massacrato sempre per le sue intemperanze multiple. Le parole contro Iwobi e la Lega usate da Balotelli naturalmente piacciono perché possono  essere strumentalizzate politicamente. E infatti la Kyenge pur essendo stata la prima ministro di colore della storia delle Repubblica, si getta a capofitto nella difesa del calciatore da tutti spennacchiato, contro Iwobi.

C’è un evidente cortocircuito: l’elezione di Iwobi nella pattuglia di Salvini ha ribaltato il falso teorema della sinistra, cioè quello di una destra xenofoba e odiatrice delle persone di colore. Il “bau bau” non è più tale e questo manda in tilt prima di tutto lei: il segnale a favore di un’Italia dell’inclusione lo ha dato Salvini e non la sinistra. E questo non va giù, toglie la parola e allora la Kyenge usa ragionamenti velenosi. La Kyenge non riesce a felicitarsi dell’arrivo in Parlamento del primo esponente di colore. Lo liquida in due parole e aggiunge: «Che Toni Iwobi provenga dalla Lega è un problema per lui stesso e non per me. Deve essere stato molto coraggioso e devoto nel sentire i suoi leader esprimersi nel modo in cui lo fanno contro gli immigrati. Anche lui si è spesso mostrato perfettamente allineato sulla loro linea d’esclusione. Spero che il suo nuovo status di senatore lo porterà ad esprimersi sul tema immigrazione con cognizione di causa. Che la Lega sia un partito razzista non ci piove. Non è che adesso che hanno espresso un senatore d’origine africana hanno smesso di essere un partito xenofobo. La loro affermazione nelle urne è molto preoccupante per la tenuta democratica e per la coesione sociale nel Paese». Va ricordato che Iwobi, che milita nelle file del partito fondato da Umberto Bossi da ben 25 anni, ha una posizione molto dura contro l’immigrazione clandestina. Molto  distante dalla linea tenuta dalla Kyenge, una delle responsabili, con la Boldrini dell’invasione progressiva che stiamo subendo.

Commenti

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  • gdetoffoli@yahoo.it 10 marzo 2018

    Il kattocomunismo del secolo ha imposto il concetto che -siamo tutti uguali- nessuna menzogna umana, sociale, etica è più pesante di questa. Nessuno di noi ha un suo uguale, pensiamo quanto sia diverso un’essere che differisce da me come lo è per i due elementi viventi come questi ! L’occidente si è filtrato in secoli di guerre di conquista e difesa delle popolazioni e delle terre. L’impostazione sociale regolata dalle leggi romano-latine per noi del centro sud, che divergono dai popoli teutonico-anglo-foni ma, tutti noi, siamo stati filtrati attraverso delle maglie sottili delle regole di convivenza più o meno civile altrettanto per secoli. Abbiamo sviluppato regole impensabili per gente che arriva dal machete, dalla normalità di stupro, dall’estinzione tribale reciproca ! Devono imparare a restare a casa loro, combattere combattere per la loro indipendenza, difendere le loro donne invece di farsene mantenere mandandole sulla strada. Ma che c***o abbiamo in comune! Se poi vuoi venire a casa mia facendo come se fossi nella tua, voglio il diritto di abbattimento istantaneo loro e dei magistrati che li mettono fuori dopo che la polizia li ha arrestati !

    • giorgio.precetti@alice.it 10 marzo 2018

      bravo pino 1°: analisi perfetta. Infatti liberi e uguali mi fa ridere.

  • Francesco Ciccarelli 9 marzo 2018

    La sinistra pretende sempre di dare le patenti di libertà e adesso anche per le persone di colore.

  • an.marconcini@gmail.it 9 marzo 2018

    Patetici .

  • marcelloparsi@alice.it 9 marzo 2018

    Che la Kyenge sia una razzista (al dritto o al rovescio) è un dato di fatto. Che Balotelli non abbia propriamente la tempra di un filosofo ne è un altro. Che stiano sulla stessa posizione dimostra il paradosso matematico che 1+1 = 0.

  • cesco.sanna@tiscali.mail.it 9 marzo 2018

    Balotelli non meriti la nazionalità italiana, rimani in Francia e portati pure la kyenge

  • Luisa Chiodini 9 marzo 2018

    kyenge, boldrini: due esseri inguardabili, inascoltabili e purtroppo inaffondabili!
    Disgraziato il Paese che si ritrova con elementi di così scarso valore aggiunto e che non riesce a liberarsene.

  • giorgio.precetti@alice.it 9 marzo 2018

    Due razzisti

  • 9 marzo 2018

    Mr. Balotelli stay out of politics your credibility is questionable…your so called ideas are not that brilliant and you are revealing your childish mentality to attack Mr. Iwobi. Mr. Iwobi has a god given right to make is own judgements.