La Francia di Macron in ginocchio dagli arabi: la Gioconda ad Abu Dhabi?

Forse il nostro italianissimo Leonardo Da Vinci si starà già rivoltando nella tomba, ma purtroppo il multiculturalismo di facciata, che nasconde la necessità di tutelare interessi economici nazionali molto più pesanti di quelli culturali, alla fine determinerà il più clamoroso dei trasferimenti d’arte da un Paese all’altro: la Gioconda, da Parigi ad Abu Dhabi, dalla Francia agli Emirati arabi, dal Louvre parigino a quello arabo, nato solo tre mesi fa.

Una possibile trasferta a tempo, ma che fa già molto discutere: quella iniziativa della ministra della Cultura francese, Françoise Nyssen, favorevole a uno spostamento della Gioconda di Leonardo da Vinci in giro per il mondo, inizialmente passa per la nuova sede del Loivre a Lens, nel nord della Francia, ma in tanto pensano che approderà poi a nella nuova sede ad Abu Dhabi. Il Louvre si è infatti impegnato a garantire i diritti per 30 anni e 6 mesi agli emiri, e a concedere le opere per le mostre temporanee per i prossimi 15 anni, i prestiti per 10, a fronte di un miliardo di euro, 400 milioni per l’uso del brand e 600 a fronte della possibilità di esporre dipinti e sculture. Inizialmente l’opera “vetrina” del Louvre di Abu Dhabi sarà La Belle Ferronnière, il ritratto di una cortigiana amata da Ludovico il Moro che Leonardo realizzò a Milano tra il 1495 e 1499.

Ma nel 2019 potrebbe arrivare la Gioconda, come spiega il sito Dagospia: “Lens? Cioè – racconta un critico d’arte –  un quadro che non si è, praticamente, mai spostato ora si schioda per duecento chilometri? Per andare in un capoluogo di provincia? Sarebbe ridicolo e dannoso per il senso della storia dei musei, da apprendisti stregoni”.  Secondo indiscrezioni la “Gioconda” esposta al Louvre di Lens potrebbe segretamente essere solo la prima tappa (giustificativa ?) di un tour della “Gioconda” presso le varie nuove sedi del Louvre per arrivare, appunto, alla destinazione finale, da Maometto: quello di Abu Dhabi. E’ lì, nella nuova sede del supermuseo global che il Louvre – che nasce con ambizioni mondialiste – vuole fare il botto. E il botto potrebbe essere questo: data 2019, ovvero cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci…”.