La figlia è in fin di vita, musulmana in stanza con lei urla e caccia il padre

lunedì 26 marzo 11:53 - di Lara Rastellino
sala parto somalo

Quando si parla di integrazione sociale di rispetto della diversità culturale bisognerebbe sempre ricordarsi che la reciprocità deve essere il comune denominatore tra radici e credo diversi. E invece…

La figlia morente, il padre cacciato dalla musulmana

Invece quanto accaduto in questi giorni in un ospedale austriaco, dove un padre desideroso si stare al capezzale della figlia morente è stato cacciato dalle urla della compagna di degenza della ragazza che, in quanto musulmana e osservante integralista di precetti e costumi coranici, non poteva accettare la presenza dell’uomo in stanza. Un episodio che ha scosso le coscienze e suscitato sdegno nei più, compresi coloro che solitamente si proclamano ortodossi proseliti del rito politically correct dell’ospitalità a oltranza e che, in questo casi, si sono sentiti costretti a fare un passo indietro. Il che dimostra come, troppo spesso, il mito dell’accoglienza e il miraggio di una convivenza pacifica e scontata tra mondi lontani, sia davvero un progetto tutto ancora da realizzare. E tutt’altro che semplice da attuare nel quotidiano… Qual è, allora, il confine tra obblighi d’ospitalità e doveri d’inserimento? Insomma, quanto dipende dal terreno che accoglie l’innesto, e quanto spetta alla radice che va a trapiantarsi?

Tra obblighi d’accoglienza e diritti di chi ospita…

Sono esattamente questi gli interrogativi che in questi giorni dominano le prime pagine del giornali austriaci – specie quella del Krone che per primo ha denunciato l’accaduto in questione – animando un dibattito culturale sempreverde, rinvigoritosi ulteriormente dopo quanto successo nell’ospedale austriaco alla coppia di genitori che volevano solo tenere la mano alla figlia ventenne, gravemente malata di sclerosi multipla, perché la signora ricoverata insieme al lei nella stessa stanza – una musulmana radicale – non desiderava la presenza di un uomo in camera, nonostante tra i due letti fosse presente e ben dispiegata una tenda che separava i due spazi. Dunque, il precetto coranico rivendicato a suon di urla e di disperati appelli rivolti agli infermieri ha costretto i genitori austriaci della ragazza a rinunciare al loro diritto di assistere la figlia ricoverata, costringendo il padre della giovane a parlare con lei a debita distanza, relegato sulla soglia della porta. Solo il repentino allontamento dell’uomo ha fatto sedare la donna musulmana in preda a urla e lamentazioni e che nessuno era riuscita fino a quel punto a tranquillizzare e far tornare in sé nonostante i più – incuranti del dolore e dello sgomento di quei poveri genitori afflitti e offesi – si siano operati da subito ad andare incontro alle sue richieste.

Un caso politico al centro del dibattito culturale

Non sorprende allora che i due poveri genitori abbiano dichiarato tutto il loro dolore e il loro disappunto al giornale austriaco Krone che per primo ha raccontato la vicenda e ricostruito i suoi contorni socio-culturali. tanto che, come riporta il Messaggero online in queste ore riprendendo stralci dell’intervista apparsa sul quotidiano austriaco, «Siamo rimasti scioccati dal fatto che una musulmana radicale abbia potuto condizionare la vita di un ospedale a Vienna – ha dichiarato il papà cacciato dalla stanza d’ospedale dalle urla dell’integralista musulmana –. Di fatto ha potuto decidere che non potessi vedere mia figlia. Eppure ogni forma di radicalismo dovrebbe essere combattuta». peraltro l’uomo, che di professione fa l’avvocato, il giorno dopo l’incidente si è attivato sul fronte legale per sanzionare la vicenda che l’ha coinvolto, tanto che l’azienda ospedaliera è stata costretta a chiedere scusa per quanto dall’uomo subìto, incassando la promessa che si sarebbe fatta luce sul caso e sulla sua gestione. Ma gli interrogativi posti dalla vicenda, e sottolineati dal dibattito mediatico che ne è scaturito, restano aperti. Inquietantemente aperti…

 

Commenti

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  • marco.diblas@alice.it 27 marzo 2018

    La notizia è ghiotta, ma non è vera. Si riferisce a un episodio accaduto all’Allgemeines Krankenhaus, il più grande ospedale di Vienna. La donna musulmana di cui si parla era reduce da un parto difficile e, non potendo allattare al seno, si stava tirando il latte (in una stanza a tre letti), protetta da un paravento. Il padre della ragazza morente (che in realtà non era morente, ma ricoverata in day hospital per 24 ore, per un’infusione) aveva sbirciato oltre il paravento. La madre musulmana aveva protestato, provando disagio a farsi vedere a seno nudo. Ma l’uomo aveva tornato a curiosare. Da ciò la reazione della neo-mamma, che aveva richiamato il personale di servizio e quindi la security, perché l’uomo troppo curioso non voleva uscire dalla stanza. Va aggiunto che quella non era ora di visite (e proprio per questo la donna musulmana si stava tirando il latte). In Austria la notizia non era sulla prima pagina di tutti i giornali, ma soltanto sulla Kronen, che il primo giorno ha raccontato la storia riferita dal genitore curiosone (quella che è stata ripresa anche dai giornali italiani) e il secondo giorno la versione corretta, fatte le necessarie verifiche.

  • max.bialystock@libero.it 27 marzo 2018

    ci sono delle profonde ed insanabili divergenze culturali e di costume, l’integrazione ne naturale ne forzata è possibile se o noi o loro non siamo disposti a cambiare il quadro normativo, sociale e culturale.
    Nel caso, mi hanno sempre insegnato che, chi va in casa d’altri deve conformarsi alle usanze che trova, quindi non siamo noi a dover cambiare ma loro ed in fretta.Secondo voi sono disposti gli Islamici a cambiare, di molto, i loro costumi? Senza ipocrisia direi proprio di no e quindi…
    Purtroppo da Cattolica dico questo, in quanto non sono disposta a cambiare il mio Credo e il modo di vivere conseguente per una Religione, certamente importante per milioni e milioni di persone ma che è, e rimane, molto distante dai Valori fondanti la Civiltà Occidentale e quella, molto tollerante, dell’Italia in particolare. Se non ci fossero grandissimi interessi economici da parte delle Banche che hanno in mano le Industrie Italiane (e non solo) dettandone l’operatività (esercito di riserva e lavoro con costi di discount) questo problema sarebbe risolvibile ma i signori che governano la finanza globalista operano per la confusione totale e non per regole di buon senso, buon vicinato e rispetto reciproco delle proprie differenze.

  • fghajdk@csj.com 27 marzo 2018

    fossi stato il padre della ragazza morente avrei gonfiato di botte la musulmana. Ma che s’aspetta a cacciarli via ???

  • fghajdk@csj.com 27 marzo 2018

    L’islam è incompatibile con le nostre leggi e le nostre tradizioni. Questa gente crea solo problemi e mira nel lungo periodo a prendere il potere facendo figli. Londra conta solo un terzo di cittadini veramente inglesi e il risultato è stato l’elezione di un sindaco musulmano. Ma e solo l’inizio. O ci si sveglia in tempo o la guerra nelle nostre strade è solo questione di tempo.

  • papy_denis@libero.it 26 marzo 2018

    È successo in Liguria una mussulmana con il marito hanno preyrso ed ottenuto che l’altra ricoverata in una stanza post operatoria venisse spostata in altra camera perché tra i suoi parenti in visita c’erano deglo uomini

  • Studio2fabio@virgilio.it 26 marzo 2018

    Siete mai stati dalle parti di Zhel am see? Si trova in Austria…qui u ricchi beduini sono accolti a braccia aperte sembra di stare ala mecca. QUINDI GLI AUSTRIACI NON SI DEVONO LAMENTARE.Sono solo ipocriti

    • barbararosa44@hotmail.com 27 marzo 2018

      No, non Penso nessuno CI sia stato con l’eccezione Di te Che sicuramente sei emigrato a pagare le tasse Allo stato.austriaco. Peccato Che oltre a dirci Che conosci IL posto (Cosa c’entri lo sai solo Tu) e a chiamare Una coppia Di poveri genitori ipocriti perche’vivono nel posto sbagliato e vanno a visitare la propria figlia in ospedale non hai nient’altro Di umano da dire. E da non umana to auguro Che la stessa Cosa Capito a te. Fai veramente schifo.

  • soulsteel@gmail.com 26 marzo 2018

    E quando (più di 25 anni fa) il mio popolo combatteva contro i musulmani, tutti i paesi europei ci hanno sputato addosso e pure ci hanno bombardato….e con quale soddisfazione…! L’Europa, purtroppo, non capirà mai chi sono veramente i musulmani e cosa sono capaci di fare.

  • ignazioevola@tiscali.it 26 marzo 2018

    cosa farà ora il governo Austriaco? dovrebbe cominciare a spedire nei paesi musulmani tutti i musulmani che sono in Austria non ce integrazione con l’islam ancora non lo vogliono capire

  • 26 marzo 2018

    Che il Buon Dio mi perdoni, ma non sarei uscito dalla stanza senza prima aver SOPPRESSO la musulmana indegna di vivere ed anche sua figlia…….questa gentaglia non vuole integrarsi, vuole sottomettere l’intera Europa alle leggi coraniche, ed i nostri governi si stanno rendendo complici.

  • joegamma@libero.it 26 marzo 2018

    cHE C**** DI COMMENTO SI Può FARE; LA B****** ANDAVA CACCIATA A PEDATE I PER FAR PRIMA BUTTATA GIU DAL PIANO CHE SI TROVAVA. vENGONO DALLE NOSTRE PARTI PER ESSERE AIUTATE E POI DOBBIAMO SOTTOSTARE ALLE LORO PANZANE DI INTEGRAZIONE. qUNDO PRIMA, GOVERNI, CHIUDERETE LE FRONTIERE QUANTO PRIMA CI POTREMME SENTIRE A CASA NOSTRA.

  • gezira2012@hotmail.com 26 marzo 2018

    BASTAVA METTERE LA MUSSULMANA IN CORRIDOIO E TUTTO ERA A POSTO E IL PADRE RIMANEVA CON LA FIGLIA,E SE ALLA MUSSULMANA NON ANDAVA BENE,SE NE TORNAVA A CREPARE A CASA SUA,NON SI COMANDA IN CASA DI ALTRI,AL CONTRARIO SI ACCETTANO USI E COSTUMI E CIVILTA’ DEL POPOLO CHE TI OSPITA,L’INTEGRAALISTA LA FAI A CASA TUA

  • ydobrovic@yahoo.com 26 marzo 2018

    e stà ancora in austria? Le mettessero un bavaglio e la rispedissero alle sue oasi nel deserto

  • fghajdk@csj.com 26 marzo 2018

    siamo ormai andati ben oltre l’immaginabile… è davvero tempo che i musulmani vengano rispediti a casa loro, con le buone o con le cattive