La Boschi “si rifugia” a Bolzano, ma pretende ancora di comandare

Non postava. Non twittava. Non parlava ufficialmente dal giorno della disfatta del Pd, quando gli elettori, dopo la debacle del referendum costato la poltrona di premier a Renzi, hanno infierito con il colpo di grazie inferto alle urne la settimana scorsa. E lei, la bella Maria Elena Boschi, lady Etruria e reginetta di algida bellezza parlamentare, sempre in silenzio, anche quando il suo nome, fino a pochi giorni fa, veniva tirato in ballo come possibile capogruppo Pd nella nuova legislatura o, addirittura, additato come “plausibile” per la presidenza della Camera…

La Boschi tace ma c’è chi vocifera su un suo pressing nel Pd

Imperturbabile, e silente, la Boschi non solo non conferma i rumors di probabili investiture politiche e non smentisce le indiscrezioni riguardo a futuri incarichi, a partire dal pressing di cui è sospettata per ottenere un ruolo nel partito del dopo-Renzi, e addirittura, come non ha replicato alle polemiche che l’hanno letteralmente investita quando, blindata nel seggio sicuro di Bolzano – con tanto di paracadute garantito dagli alleati della Svp – si avviava nutrendo sogni di gloria elettorale, dormendo tra sette guanciali, limitandosi all’indomani della cronaca dell’affermazione annunciata a ringraziare – rigorosamente via Tweet – gli elettori altoatesini, a cui adesso assicura di volersi dedicare in esclusiva. Insomma, nulla la provoca e nulla la può far vacillare: del resto la donna simbolo del renzismo rampante che invoca la rottamazione di fare un passo indietro proprio non ne ha nessuna voglia: e lo ha dimostrando resistendo all’onda d’urto della debacle referendaria che l’ha piegata, ma non spezzata, tando di rimanere al governo anche con l’esecutivo Gentiloni; così come, ancora in piedi anche dopo gli scandali di Banca Etruria, invece di fare un passo indietro si è vista incoronare del successo elettorale garantito grazie alla candidatura nel blindatissimo seggio altroatesino. E in tutto ciò, mentre intorno a lei tutto si muove ma nulla la scalfisce, la Boschi giura e stragiura che lei, in un momento così delicato come quello che il suo mentore e i proseliti dem stanno vivendo, non ha nessuna intenzione di giocare partite su più tavoli e, meno che mai, di tirare fuori dalla manica strani assi vincenti.

L’ex ministra smentisce interesse per cariche e ruoli, ma…

E allora, come spiega e argomenta a dovere un servizio de il Giornale online in queste ore, «di fronte alle indiscrezioni apparse sulla stampa che vogliono la Boschi impegnata a «combattere» per conto di Renzi la «battaglia sui capigruppo», puntando tutto e soprattutto sulla conferma di Ettore Rosato come presidente dei dem a Montecitorio, la sottosegretaria rompe il silenzio» prudente solo per dissentire e lamentarsi di indiscrezioni e voci di corridoio più o meno accreditate, lamentandosi per quel suo «presunto costante presidio del Nazareno che mi vedrebbe chiusa alla sede del Pd notte e giorno», bollato e respinto al mittente come una «notizia falsa, che si aggiunge a quelle già smentite nei giorni scorsi sul mio interesse per vari ruoli di partito e istituzionali». Insomma, a Bolzano e in fuga da trame romane e scalate capitoline: questa la posizione ribadita a suon di note da una guardinga ex ministra delle Riforme che, garantisce, si sente al momento interessata solo a ricominciare dalle verdi valli del Trentino. Malgrado insistenti rumors, dubbi e sospetti, la indichino come in pole position per un ruolo, centrale ma non plateale, in questi critici momenti che il suo partito e il suo ex-leader e mentore stanno vivendo. Tanto che sembra che la Boschi abbia insistito affinché Renzi non mollasse il timone della segreteria nonostante l’invito ad accomodarsi all’uscito sentenziato dalle urne. Ma tant’è: la Boschi, ferma e silente, si rifugia sull’Aventino di Bolzano: basterà a placare gli animi e convincere i più dubbiosi?