Il potere è dei mercati. E nella gabbia di Cerasa ci finisce la democrazia

mercoledì 28 marzo 17:29 - DI Salvatore Sottile

Ebbene, sono i mercati. Altro che voto, altro che elezioni. Sono i mercati che vigilano e, se necessario,  correggono. Lo spiega Claudio Cerasa sul Foglio. Che, chiedendosi se esista in Europa una “gabbia” capace di contenere “gli istinti” degli antieuropeisti, chiarisce come proprio la inesorabile legge dei mercati -e soltanto essa- possa piegare persino i riottosi protagonisti nostrani. Quelli che, per la disgrazia di tutti,  hanno convinto più di un italiano su due a votarli. Di Maio & Salvini stiano in campana: non si va da nessuna parte senza rispettare la legge dei mercati. Che é ferrea e impossibile da aggirare. Legge che -per capirci tra profani- si può sintetizzare nel noto slogan pubblicitario “o così, o pomì“, che in quest’alba di millennio ha reso più soft l’urticante “io so io e voi non siete un cazzo!” del celeberrimo Marchese del Grillo. Voto o non voto, sarà bene non sottovalutarlo il Cerasa-pensiero. Il quale, da pasdaran del  Renzusconi, si ritrovò, un bel lunedì, spiazzato da un risultato certamente fuori dall’ordinario, ma altrettanto certamente (per lui) frutto di ignoranza e approssimazione. E siccome l’ignoranza si combatte con la conoscenza, ecco che il nostro spiega ora, e da par suo, il perché e il percome possa salvarci soltanto l’obbedienza cieca, pronta e assoluta alla religione dei mercati. Capito cari Di Maio & Salvini? Sbrigatevi. Datelo anche voi un bel calcio nel sedere al totem della rappresentanza e della democrazia. Genuflettetevi all’altare del Fiscal compact, accendete un cero votivo alla legge Fornero e cospargetevi il capo con le ragioni e i diktat della Bce e dell’Fmi. Date uno stop definitivo al falso mito della volontà popolare già smascherato un tempo dal famoso “tutto il potere ai soviet” e aggiornato, adesso, dal direttore del Foglio nel più attuale “tutto il potere ai mercati“. Con-ver-ti-te-vi giovanotti che aspirate a governare il Belpaese! I mercati non si battono. Essi incombono sui nostri bisogni e pure sui nostri sogni. Divenendo, di fatto, la più corrosiva e implacabile critica alla democrazia. La certificazione della friabilità dell’utopia di Pericle, peraltro, già nota ai suoi stessi concittadini. Il potere che fu della spada oggi è il potere dei mercati. Basta voti ed elezioni: perdita di tempo e spreco di risorse. La “spietata e formidabile saggezza dei mercati“, scrive il direttore del Foglio, ci salverà dallo “sfascio populista“. Così sia: tutto il potere ai mercati. E un pezzettino pure a Cerasa, loro vate.

 

 

 

 

 

Commenti

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  • maurizio_turoli@yahoo.it 29 marzo 2018

    Cresaè il portavoce della Trilarale.
    Ci sta preparando ad un Monti bis con la regia di Merkel Macron e Mattarella

  • Francesco Ciccarelli 29 marzo 2018

    «La guerra economica è cominciata!»