Il “ministro” grillino attacca la “Buona Scuola”». Ma l’aveva scritta lui con Renzi e Fedeli…

Un’incredibile gaffe, l’ultima della serie, arriva sul fronte della scuola dal neo ministro “in pectore” indicato oggi da Luigi Di Maio come possibile membro del futuro governo a Cinquestelle. Salvatore Giuliano, dirigente scolastico di Brindisi, era stato consulente del governo Renzi prima e poi vicinissimo alla ministra Fedeli (nella foto in due insieme) nella realizzazione della riforma e nell’attuazione della “buona scuola“, che oggi i grillini minacciano di voler cancellare. Ma forse con la persona sbagliata.

«Ho dato solo suggerimenti sulla formazione dei dirigenti scolastici. Questa mattina in tv ho usato un termine troppo morbido, “superare la Buona scuola. Ora dico riscriviamola», si è giustificato il candidato M5S al ministero dell’Istruzione, ma è stato smentito dallo stesso Renzi, che ricorda: «È un nostro amico, è un consulente della Giannini e della Fedeli. È un preside, anche bravo, che ci ha aiutato a scrivere la riforma della Buona scuola. In tanti momenti, anche di polemiche e insulti, lo ricordo darmi il sostegno pubblico: ‘presidente sono con lei, vada avanti», ha aggiunto il segretario dem.

Salvatore Giuliano, lo scorso anno, firmò un documento, elaborato insieme ad altri tre dirigenti scolastici, e sottoposto a una platea di colleghi e docenti, da titolo chiaro: «Io non sciopero. E voglio migliorare la Buona Scuola». «Ne difendiamo con forza l’impianto e il coraggio con il quale interviene a riformare la scuola italiana con l’obiettivo di rinnovarla», era scritto. Per questo vogliamo ribadire le nostre ragioni di contrarietà allo sciopero del 5 maggio, uno sciopero demagogico, peraltro proclamato nella data di svolgimento dei test del SNV, che riteniamo strumento indispensabile per la conoscenza dello stato di salute del nostro sistema educativo e per il suo miglioramento». E il documento? Giuliano sostiene di essersi  dimesso dal sindacato ANP il giorno successivo alla dichiarazione avvenuta. «Non scioperai in occasione dello sciopero del 5 maggio contro la 107 poiché coincideva con le prove invalsi. Insieme a tanti docenti e dirigenti sostenemmo che la 107 andava superata». La pezza forse è peggio del buco…

 

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