Il centrodestra espugna la roccaforte rossa: l’Emilia Romagna volta pagina

L’Emilia-Romagna si è svegliata non più rossa. Il risultato che hanno consegnato le urne è un clamoroso flop e la roccaforte della sinistra, mai abbattuta fin dal Dopoguerra, è crollata. Il centrodestra è la prima forza in Emilia-Romagna. Il risultato più evidente è il trionfo della Lega Nord, che moltiplica per 6 il suo consenso: 19,92%, contro il 2,6% del 2013.

Al Senato, il centrodestra guida la classifica del voto, con una percentuale, a scrutinio quasi terminato, intorno al 34%, mentre il centrosinistra è fermo poco sopra al 30%. Il M5s supera il 27%, Liberi e Uguali risulta non arrivare al 5%. Nel voto di lista, il M5s è il primo partito col 27%, davanti al Pd, fermo al 26%, con una perdita di circa l’11% rispetto al 2013. Forza Italia intorno al 10,4%. Il dato definitivo dell’affluenza alle 23 in Emilia Romagna è stato del 78,27%,

Alla Camera, mentre lo scrutinio si avvia al rush finale, il centrodestra è al 33,7%, il centrosinistra al 30,2% e il M5s al 27%. Leu è ferma al 4%. Pier Ferdinando Casini, in coalizione con il Pd, è stato eletto al Senato, nel collegio uninominale di Bologna, con circa il 33,5%, sconfiggendo di larga misura Vasco Errani (che si ferma intorno al 7%) ma tallonato da Elisabetta Brunelli, civica prestata al centrodestra. Sconfitto nella sua Ferrara il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini: nell’uninominale della Camera, si ferma al 29,25%, superato nettamente da Maura Tomasi, del centro destra (39,5%).