Il buon governo di Vladimir Putin paga: il 71,9 per cento dei russi lo vota

domenica 18 marzo 20:15 - di Antonio Pannullo

Vladimir Putin, secondo i primi exit-poll, è in testa col 71,9 per cento dei consensi. L’affluenza, alle 19, era del 60 per cento, ma coi dati definitivi aumenterà ancora. L’appello del pregiudicato Navalni a non andare a votare è caduto nel vuoto, i russi hanno preferito scegliere il loro presidente. Putin si avvia così trionfalmente al sui quarto mandato. Erano in funzione oltre centomila seggi per oltre 100 milioni di aventi diritto al voto. E’ stato insomma accolto dello “zar” ad andare a votare: ieri Putin aveva sollecitato i russi ad andare a votare alle elezioni presidenziali per uno degli otto candidati in lizza. “E’ la volontà dei russi, la volontà di ogni cittadino russo, a determinare quale sarà la strada che prenderà il nostro Paese”, ha dichiarato Putin in un appello video trasmesso dalle televisioni ieri sera in cui sottolinea che chi non vota, “chi evita di decidere personalmente come adempiere alla sua libertà di scegliere il futuro della nostra amata e grande Russia”, deve sapere che “le scelte saranno fatte senza tenere a conto la sua opinione”. I russi sono l'”unica fonte di potere” del Paese, ha aggiunto confermando che il capo si identifica con il popolo. “Noi russi abbiamo sempre scelto da soli il loro destino, abbiamo sempre fatto le cose seguendo la nostra coscienza, la nostra idea di verità e giustizia e ci ha sempre indirizzato il nostro amore per la madrepatria. E’ il nostro carattere nazionale riconosciuto in tutto il mondo”, ha concluso.

Secondo con l’11 per cento il comunista Grudinin

Secondo è arrivato il 57enne Pavel Grudinin, fra le poche novità delle elezioni, candidato del Partito comunista, scelto dopo che il 73enne segretario Gennadi Ziuganov (candidato alle elezioni presidenziali nel 2012, nel 2008, nel 2000 e nel 1996) ha fatto un passo indietro. Novità come candidato alle presidenziali, ma non un volto nuovo della politica. In passato ha fatto parte di Russia unita, con cui è stato eletto nella regione di Mosca per tre mandati alla Duma e con cui ha rotto dopo che non ha sostenuto la sua candidatura per la presidenza di distretto. Dopo la rottura, Grudinin ha anche provato a stringere un’alleanza con il Partito liberal democratico di Vladimir Zhirinovsky, arrivato terzo, secondo gli exit-poll . I suoi rapporti con la verticale del potere della regione di Mosca sono considerati buoni. Grudinin è il direttore della cooperativa Sovkhoz Lenin, trasformata con successo da fattoria collettiva a impresa fiorente, ancor di più grazie alle sanzioni e allo slancio dell’agricoltura in Russia negli ultimi anni. E’ un populista comunista, le cui aspre critiche alle autorità, associate alle promesse di condizioni migliori di vita, hanno colto l’interesse di gruppi trasversali, tanto che sono fioccate in campagna elettorale nei suoi confronti accuse di conti all’estero.

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • sergio.fagnoni@alice.it 19 marzo 2018

    premesso che sono anticomunista, per la russia di lenin stalin e breznev bisognerebbe istruire un nuovo processo di norinberga, detto questo io personalmente giudico un fatto positivo la presidenza dello “zar” putin, sta portando la russia con molta fatica verso la nostra civiltà occidentale, e spero tanto per le sorti del mondo che trump e putin si parlino e collaborino

  • avv.ballicu@katamail.com 19 marzo 2018

    è il più grande statista vivente, un patriota che protegge la russia e il suo popolo dalle mire della plutocrazia mondiale, avercene uno così in italia

  • lorenzaceccaroni@libero.it 19 marzo 2018

    Esatto, Antonio panullo.
    E anche su trump, Marcello, comunque non getterei solo fango…

  • marcelloparsi@alice.it 18 marzo 2018

    L’unica speranza degli uomini liberi, per sfuggire al mondialismo e al globalismo che avanzano di gran carriera, è Vladimir Putin, piaccia o non piaccia. Possiamo aspettarci qualche cosa dal pistolero Trump, da quella grottesca caricatura che è diventata l’UE, dalla smanie egemoniche del popolo eletto, dal fondamentalismo arabo? E se sì, che cosa se non guerra e schiavitù materiale e morale?

  • an.marconcini@gmail.it 18 marzo 2018

    Mi rendo conto che ai nostalgici del ventennio fascista lo Zar Putin ricordi Qualcuno in particolare ma mistificare a tal punto la realtà oggettiva di ciò che sta accadendo in Russia sfiora il ridicolo.Putin ha praticamente corso da solo [ve la ricordate la pubblicità del famoso Vuoi vincere facile?] infatti l’unico in grado di mettergli il bastone tra le ruote era un povero residuato comunista che ovviamente ha ottenuto i voti di pochi nostalgici stavolta di un altro periodo storico purtroppo destinato a durare ben più di un ventennio .Il resto degli sfidanti poi era costituito da un penoso gruppetto di comparse mandate allo sbaraglio, dei fantocci in carne e ossa messi lì tanto per non lasciare solo lo Zar e per rendere più credibile la corsa alla presidenza.Un ‘altra cosina ,riguardo al pregiudicato Navalni che si trova in galera grazie a un reato ad hominem inventato su misura per lui ci andrei un po’ cauto.Che dire poi del discorso dello Zar proprio alla vigilia delle elezioni ,non mi risulta che tutto questo si verifichi anche negli altri Paesi democratici .Per ultimo sul fatto che il capo si identifichi con il popolo credo di non aver mai sentito nulla di più inquietante ma al tempo stesso ridicolo perché per fortuna il nostro Paese ha da più di settant’anni solide radici democratiche e sceglie liberamente da chi vuole essere governato tramite elezioni libere e soprattutto vere non accontentandosi di andare a votare tanto per fare qualcosa e vincere la noia.

    • a.pannullo@secoloditalia.it 19 marzo 2018

      Infatti anche in Italia ha vinto la destra nelle libere elezioni. Come in RUssia.